PHROC accoglie l’ etichettatura UE dei prodotti degli insediamenti

E ‘ noto da tempo che Israele etichetta in modo inappropriato intenzionalmente i prodotti provenienti dai propri insediamenti illegali situati nei Territori Palestinesi Occupati (OPT).

2015-11-12-21-01-59

 

 

Israele ha indotto in errore i consumatori europei garantendo che i suoi insediamenti illegali continuano a prosperare economicamente grazie alle esportazioni verso l’UE. Dopo tutto, l’ unione europea è il primo partner commerciale di Israele, con scambi complessivi pari a circa 30 miliardi di euro nel 2014. La contraffazione dei prodotti è anche sintomatica dell’ illegittimo ampliamento di Israele, della sua sovranità sui territori occupati, del suo radicamento della sua impresa coloniale in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. In risposta al mancato rispetto di Israele con la legislazione della UE e in linea con l’impegno della UE per il diritto internazionale, l’11 novembre 2015, la Commissione europea ha pubblicato il suo atteso Avviso sull’ indicazione dell’origine delle merci provenienti dai territori occupati da Israele dal giugno 1967. Il presente Avviso mira essenzialmente ad assicurare che gli Stati membri dell’UE attuino correttamente la legislazione europea già esistente sull’indicazione di origine dei prodotti. Ma la cosa più importante è che l’ Avviso rappresenta una misura comune della UE per adempiere al proprio obbligo giuridico di non riconoscere l’esercizio illegale di Israele della sovranità sul territorio palestinese. E’ con questo intento che il consiglio palestinese, le organizzazioni per i diritti umani accolgono favorevolmente l’ Avviso della Commissione e chiamano tutti gli stati membri della UE alla piena attuazione. Per le organizzazioni palestinesi per i diritti umani, è tuttavia fondamentale che l’ unione europea e i suoi stati membri capiscano la corretta etichettatura dei prodotti degli insediamenti e non sminuiscano la loro responsabilità legale per vietare completamente l’ingresso di prodotti degli insediamenti nel loro mercato. Come si evince dalla pubblicazione Feasting di Al -Haq sull’ Occupazione, in risposta alla violazione israeliana del diritto intrinseco palestinese all’autodeterminazione, gli stati membri europei hanno l’ obbligo di non riconoscere una situazione derivante da un comportamento illecito e illegittimo, non prestare aiuto e assistenza nel mantenimento di una situazione illegale e di collaborare attivamente per portare la situazione illegittima al termine. Come tale, gli stati membri della UE non devono accogliere prodotti degli insediamenti e non devono consentire la loro entrata nel mercato . L’illegalità dell’insediamento si estende ai suoi prodotti. PHROC ritiene pertanto che la UE e i suoi stati membri non possono lasciare decidere ai loro consumatori se contribuire finanziariamente o meno agli insediamenti illegali attraverso l’acquisto dei loro prodotti.

Traduzione di Lete Griziotti dal sito Addameer

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