Napoli: Spettacolo “PANE , STORIA D’AMORE IN TEMPO DI GUERRA”

Comunità Palestinese della Campania Presenta :
“PANE , STORIA D’AMORE IN TEMPO DI GUERRA”
locandina proposta comunità palesttinese presenta
SCRITTO E DIRETTO DA LUISA GUARRO

interpretato da :
Cecilia Lupoli
Ettore Nigro
Omar Suleiman

Disegno luci
Paco Sommonte

CASINA POMPEIANA – VILLA COMUNALE

VENERDI 27 NOVEMBRE ORE 20.30
SABATO 28 NOVEMBRE ORE 20.30
DOMENICA 29 NOVEMBRE ORE 12.00

LIBERAMENTE ISPIRATO AL RACCONTO “IL PANE” DI SAMIRA AZZAM

Samira Azzam ha vissuto la Nakba, la cacciata dei Palestinesi dalle loro case, scrive ciò che ricorda e ne fa dei racconti brevi, tristi e intensissimi. In essi il linguaggio è concreto, materico, mai astratto, mai concettuale. Samira Azzam propone colori, oggetti, suoni, odori, le ambientazioni che rimandano alle atmosfere; dei personaggi propone le azioni, le parole, le movenze, i movimenti del corpo e del volto, che rimandano ai sentimenti e al sostrato emotivo delle relazioni e così l’intreccio e il suo epilogo, dispiegati nella loro concretezza, rimandano ad una riflessione profonda ed inequivocabile. É come se la narrazione, oltre a rendere giustizia alla memoria di quanti hanno subito il sopruso, restituendo loro il volto umano di individui, ciascuno con la sua storia e le sue vicissitudini, fosse il pretesto per esplicitare un concetto, la cui definizione, per via di un’argomentazione logico-filosofica, sarebbe poca cosa rispetto all’evidenza del fatto. Rispetto all’evidenza del fatto non può esserci dubbio o interpretazione, nessun se, nessun ma, nessuna ideologia, nessuna necessità storico politica. Questa la forza della narrazione di Samira Azzam.

Una siffatta narrazione può diventare oro per il teatro, quando il teatro si propone di non spiegare con tante parole, per poter “agire” quanto intende rappresentare. La nostra ambizione è restituirne tutta la forza.

Quella narrata nel racconto IL PANE, cui ci ispiriamo nello spettacolo proposto, è una storia d’amore nata nel bel mezzo della guerra di breve resistenza dei civili palestinesi (1947). Protagonisti una volontaria infermiera e un improvvisato soldato, impegnati in azioni necessarie, rese urgenti dal pericolo di morte che incombe tutt’intorno, e nel contempo presi, miracolosamente, dalla bellezza e delicatezza, che ciascuno riconosce nell’altro, nonostante il freddo, il fragore delle esplosioni, nonostante la paura e la rabbia. Accade un giorno che la bella infermiera si faccia carico di portare pane ai soldati in trincea, questi, privi di provviste da troppo tempo, sono affamatissimi. Tra loro il suo amato …

Se si rende rapido il passaggio dal fatto narrato al significato che con esso si fa evidente, tutto torna, dal racconto alla vita stessa dell’ autrice: Non sarebbe bastato sopravvivere alla morte, si è davvero sopravvissuti solo se il cuore continua a battere, mosso dalla speranza e dall’amore, e in quella breve resistenza e in quanti dopo e ancora resistono, dentro e fuori la Palestina, il cuore batte forte.

… In quella sua primavera la Palestina ha conosciuto due cose, l’amore e la guerra e l’amore dava significato alla guerra. La guerra, in Palestina, non è il nemico che si uccide per caso o per interesse, è invece il diritto alla vita della terra che si ama. E della ragazza che si ama …”

Samira Azzam, giornalista e autrice, nata nel 1927 ad ‘Akka (San Giovanni d’Acri) nella Palestina sotto mandato degli inglesi, nel giugno del 1967, mossa dalla speranza e dall’amore, parte dal Libano, dov’era stata deportata e tenta di arrivare a Gerusalemme, per prendere parte e documentare la guerra dei 6 giorni. Lungo il difficile percorso Samira muore.

Luisa Guarro

info e prenotazione : 08155273803404618909

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