Azione urgente contro l’ escalation di violenza nei territori palestinesi occupati

E’ con grande preoccupazione che la Palestinian Human Rights Organizations Council (PHROC), presenta rispettosamente questa lettera come un appello a Vostra Eccellenza di agire immediatamente verso la protezione dei palestinesi.

 

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In particolare, chiediamo di sollecitare il sostegno alla creazione di un gruppo di Consiglio di Sicurezza dell’ONU di esperti per identificare i mezzi di protezione per i palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati (OPT).

Al gruppo di esperti dovrebbe essere chiesto di affrontare la continua negazione del diritto palestinese all’autodeterminazione, e l’incapacità dei palestinesi di praticare la sovranità sulla terra e le risorse naturali, come una causa di fondo e primaria per le continue violazioni dei diritti umani secondo il diritto internazionale.

Anche se la situazione continua a peggiorare nei Territori Occupati, Israele non ha dimostrato alcuna intenzione di assumersi le proprie responsabilità in base al diritto internazionale nei confronti della popolazione palestinese dei territori occupati.

Al contrario, Israele sta usando la sicurezza come pretesto per un’ulteriore violazione dei diritti della popolazione palestinese dei territori occupati, rendendo indispensabile un intervento da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più acuto.

Le ultime due settimane hanno visto un’ escalation preoccupante di violenza, sia come frequenza che come gravità, contro i palestinesi nei Territori Occupati.

Dal 1 ° ottobre 2015, le forze di occupazione israeliana hanno ucciso 46 palestinesi.

C’è stato anche un aumento della violenza dei coloni, con più di 48 casi dall’inizio del mese di ottobre.

Molte delle uccisioni potrebbero essere contate come crimini di guerra e come omicidi volontari dato che le forze israeliane usano misure letali in maniera non necessaria.

Allo stesso tempo, Israele ha intensificato le sue pratiche di punizione collettiva, comprese le demolizioni punitive di case, restrizioni al movimento, e revoca dei permessi di soggiorno per i residenti di Gerusalemme Est.

Come ha giustamente accennato nel video pubblicato due giorni fa, la situazione attuale è un duro monito e l’occupazione colonialista di Israele è insostenibile, in quanto si continuerà a respirare la violenza fino a quando non verrà stabilita la giustizia.

Del resto, la situazione attuale è il risultato diretto di pratiche coloniali illegali da parte di Israele, inclusi i continui tentativi di spostare con la forza il popolo palestinese dal TPO e trasferirci illegittimamente i coloni israeliani, pur continuando ad attuare una politica di separazione tra la Striscia di Gaza e West Bank.

A Gerusalemme Est, le misure provocatorie di Israele sono indicative della sua intenzione di modificare la composizione demografica della città.

Più di recente, il gabinetto di sicurezza israeliano ha deciso di imporre la chiusura sui quartieri palestinesi di Gerusalemme Est e posto diversi nuovi ostacoli intorno, e questa è una grave negazione del diritto palestinese alla libertà di circolazione.

Le conseguenze di queste restrizioni sono provate dal dannoso caso del sessantacinquenne Huda Muhammad Darwish da Al-‘Essawiya, morto durante il viaggio in ospedale dopo essere stato detenuto in un posto di blocco israeliano istituito per chiudere il suo quartiere.

Prima di queste misure, Israele ha proibito ai palestinesi di entrare nella Città Vecchia mentre permette agli israeliani di andare nella stessa zona liberamente.

Le forze israeliane hanno anche abitualmente accompagnato i coloni nel sito di Al-Aqsa. PHROC evidenzia che il Gran Rabbinato di Israele ha chiarito che entrare ad Al-Aqsa è vietato secondo la legge ebraica.

Alla luce del deterioramento della situazione, invitiamo Vostra Eccellenza, ancora una volta, a chiedere la costituzione di un gruppo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di esperti, con il potere di predisporre mezzi per la protezione del popolo palestinese, compresa la creazione di un elenco di sanzioni per i responsabili di incitamento all’odio, l’escalation di violenza, e per la commissione di crimini internazionali.

Rimaniamo a disposizione.

 

Sahar Francis, Addameer Prisoners’ Support and Human Rights Association;

Khalil Abu Shammala, Aldameer Association for Human Rights;

Shawan Jabarin, Al-Haq, Defending Human Rights in Palestine since 1979;

Issam Younis, Al-Mezan Center for Human Rights;

Nidal Azza, Badil Resource Center for Palestinian Residency and Refugee Rights;

Khaled Quzmar, Defence for Children International Palestine Section;

Hasib Nashashibi, Ensan Center for Human Rights and Democracy;

Helmi Al-araj, Hurryyat – Centre for Defense of Liberties and Human Rights;

Issam Aruri, Jerusalem Center for Legal Aid and Human Rights;

Iyad Barghouti, Ramallah Center for Human Rights Studies;

Randa Siniora, Women’s Centre for Legal Aid and Counselling;

Raji Sourani, The Palestinian Center for Human Rights.

 

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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