Dichiarazione del Comitato di Coordinamento per la Lotta Popolare (PSCC)

10 ottobre 2015

Ramallah, Palestina Occupata

Centinaia di Palestinesi sono stati feriti negli ultimi 10 giorni e circa 450 arresti sono stati registrati in tutta la Cisgiordania. Dall’inizio di ottobre 2015, i coloni israeliani e le forze di occupazione hanno assassinato 17 Palestinesi, tra cui 5 bambini: Abdelrahman Ebeidallah di 11 anni, Muhamad Hisham di 15, Is-haq Badran di 16, Amjad Hatem di 17 e Huthayfa Sulayman di 18 anni.

Ferito palest

Le strade non sono sicure per i Palestinesi. I coloni sono armati con pistole, coltelli, pietre ed hanno il sostegno delle forze di occupazione – uno degli eserciti più armati del mondo – pronte a sparare e uccidere i Palestinesi nella loro terra.

Gli abitanti di Gerusalemme non si sentono al sicuro quando camminano per strada. Solo nell’ultima settimana, alcune donne palestinesi sono state percosse e gettate a terra da coloni israeliani nella città vecchia di Gerusalemme, e almeno uno di questi episodi è stato registrato in video.

Le forze di occupazione israeliane non solo proteggono i coloni e i loro attacchi illegali contro i Palestinesi, ma usano anche vari tipi di proiettili, di gomma o normali, per storpiare i Palestinesi. Negli ultimi giorni di attacchi contro i Palestinesi in Cisgiordania, le ferite riscontrate al pronto soccorso dell’ospedale di Ramallah erano sulle braccia, sul torace e sulla testa di giornalisti palestinesi, giovani e attivisti di prima linea, ferite che indicano che le canne delle armi israeliane sono dirette ad uccidere.

Agenti segreti dell’occupazione, i “mustaribeen”, con kefiah che coprivano la faccia e con t-shirt lasciate fuori dai pantaloni per coprire le pistole, hanno infiltrato una marcia tenuta dagli studenti dell’Università di Birzeit. I mustaribeen si sono avvicinati ai manifestanti e hanno sequestrato tre giovani dopo aver sparato contro di loro a distanza ravvicinata. Sino a questo momento nessuno conosce il destino dei tre giovani sequestrati, ma, secondo testimoni oculari, si pensa che almeno uno di loro sia morto.

I coloni israeliani e le forze di occupazione dovrebbero rispondere delle loro azioni contro il popolo palestinese, mentre i coloni, l’esercito che è al loro servizio e l’occupazione entro cui vivono sono tutti protetti dall’impunità internazionale, nonostante che l’esistenza di colonie israeliane entro i confini del 1967 sia considerata illegale secondo la legge internazionale. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché organizzi dimostrazioni, faccia passi concreti per sostenere la campagna internazionale BDS contro Israele e faccia pressioni sui rispettivi governi perché prendano provvedimenti contro il governo israeliano e le violazioni dei coloni.

Nel frattempo i ragazzi palestinesi, i giovani, gli uomini e le donne sono tutti uniti per resistere all’occupazione, rischiando la propria vita in scontri frontali con l’esercito occupante e dimostrando a Gaza City, Gerusalemme, Haifa, Ramallah, Betlemme, Giaffa ed Hebron. Uniti da ogni parte della Palestina. Finché continua l’occupazione, continueremo a resistere per ottenere una vita di libertà e dignità.

Noi che siamo il popolo dobbiamo gridare forte per la famiglia di Muhanad Halabi su cui pende la minaccia di aver la sua casa demolita da un momento all’altro, dopo che uno dei suoi figli è stato assassinato. E non è solo la famiglia di Muhanad Halabi ad essere in lutto: migliaia di persone in Palestina piangono per la morte di loro cari uccisi dall’occupazione.

Noi che siamo il popolo abbiamo una voce che né il governo israeliano, né le formazioni sioniste, né i membri della comunità internazionale che sono complici dei crimini di Israele contro i Palestinesi riusciranno mai a far tacere.

 

Per ulteriori informazioni: pscc.media@gmail.com

PSCC

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