Comunicato in risposta alla dichiarazione del Primo Ministro sulle ONG

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Noi, sottoscritte ONG palestinesi, abbiamo seguito l’escalation incontrollabile delle violenze dei coloni e la crescita delle misure prese dalla autorità occupante israeliana a Gerusalemme e in tutti i territori palestinesi occupati. Da ciò noi, firmatari della presente dichiarazione, invitiamo tutte le istituzioni ufficiali, popolari e civili a impegnare tutti i loro sforzi nella difesa della sicurezza del popolo palestinese. Debbono inoltre essere adottate misure e procedure con l’obiettivo di arrivare all’unità nazionale, supportando la solidità del popolo, fino a quando uno stato sovrano e indipendente non sarà creato. Noi, le ONG sopra menzionate, prendiamo il nostro ruolo, che incominciò durante la prima Intifada e continua sino ad oggi, con serietà ed orgoglio per la difesa dei cittadini palestinesi e per la rappresentanza delle vittime; ugualmente sosteniamo con fermezza il nostro popolo nelle lotte contro l’espansione e la violenza dei coloni. Continuiamo a supportare la nostra gente a Gerusalemme che affronta misure discriminatorie decise dalla forza occupante, invocando la persecuzione dei crimini di guerra. Abbiamo continuamente invocato e supportato la democrazia, lo stato di diritto, la trasparenza e l’integrità delle autorità ufficiali palestinesi. Allo stato attuale, tuttavia, le misure e le dichiarazioni ufficiali dell’autorità esecutiva attentano e minano i nostri sforzi come parte di quella implacabile autorità che tenta di dominare il nostro lavoro e le nostre istituzioni. In aggiunta tutto ciò rafforzerà le divisioni interne alla Palestina e indebolirà il rispetto per lo stato di diritto, specialmente in assenza di responsabili su cui fare conto.

Alla luce delle dichiarazioni del Primo Ministro, che ha avanzato dubbi sulla credibilità e l’integrità delle istituzioni della società civile, sollevando sospetti di corruzione da parte delle organizzazioni, noi, firmatari di questa dichiarazione, rigettiamo questa attitudine all’invasione della libertà della società civile e della libertà pubblica (garantite dalle leggi internazionali sui diritti umani). Tutto ciò è ancor più sorprendente dal momento in cui la Palestina ha recentemente firmato numerosi accordi internazionali sulla protezione dei diritti umani e delle libertà basiche, tra cui in particolare l’istituzione di ONG. Il tutto avviene nel contesto delle vecchie decisioni, leggi, decreti e azioni discusse dal Presidente collegate al lavoro delle istituzioni della società civile (formazioni di corpi speciali e comitati supervisori) da aggiungersi agli emendamenti disquisiti dal governo guidato dal Dottor Hamdallah. Questo in presenza di molteplici istanze ufficiali di regolamento che controllano l’ONG e assicurano che l’amministrazione e le finanze agiscano in linea con gli obiettivi che gli hanno permesso di operare, ovvero i seguenti

1- State Audit and Administrative Control Bureau (SACCB).

2- The Anti-Corruption Commission (ACC).

3- Ministero degli Interni palestinese e altri ministeri specializzati e affini

4- Ministero palestinese per la Pianificazione delle istituzioni non profit. Di conseguenza noi firmatari delle organizzazioni della società civile segnaliamo: la manifestazione di una predominanza dell’autorità esecutiva rispetto alle altre autorità. La mancanza della separazione dei poteri e della legge di diritto e l’eccessivo utilizzo da parte dell’autorità esecutiva della legge consuetudinaria in risposta alle necessità. Di conseguenza insistiamo sui seguenti punti.

1- Le istituzioni della società civile palestinese continuano e continueranno nei loro naturali compiti di sostegno agli sforzi dei palestinesi e alla resistenza contro l’occupazione di Israele

2- Le rettifiche dell’ufficio del primo ministro riguardo le sue affermazioni non sono sufficienti, sino a che non ritratterà la posizione. Invitiamo inoltre il primo ministro a chiarire la sua posizione riguardante l’indipendenza delle organizzazioni della società civile e il rispetto dei ruoli a livello nazionale e di società

3- Rispetto per lo stato di diritto, come sancito dall’articolo 6 della legge palestinese che afferma “Il principio dello stato di diritto è la base del governo in Palestina, dove tutte e autorità, le istituzioni, gli individui e le commissioni sono soggetti alla legge” e dà dunque priorità ai contenuti della legge

4- Il principio dello stato di diritto: è compito dell’autorità competente investigare qualunque atto di violazione della legge e di far riferimento, sia per istituzioni palestinesi ufficiali che per istituzioni civili, alla giustizia palestinese per poter intraprendere le necessarie azioni legali contro colui il quale ha commesso l’infrazione, in accordo con gli standard giudiziari.

5- Il ritiro della bozza di emendamento alla legge sulle istituzione non profit numero 80 del 2015, fatta per cambiare la legge sulle associazioni non profit numero 3 del 2010 (in risposta alle violazioni legali dettagliate nel precedente rapporto scritto). Tutto ciò in aggiunta alla sospensione di ogni emendamento legislativo che abbia l’obiettivo di minare il lavoro, il ruolo o la considerazione delle associazioni della società civile con questioni legali similari.

6- Apertura al dialogo, in termini di principi sulla partnership nazionale e comunitaria, con tutte le istituzioni ufficiali, per poter meglio definire le priorità nazionali e le modalità per raggiungerle

7 Non c’è la necessità di disegnare una nuova legge; ciò riguarda le discussioni sulla stesura di una nuova legge che governi le organizzazioni di beneficenza. Non ce n’è bisogno dal momento che non c’è la necessità di uno statuto.

8- Il bisogno per tutte le istituzioni palestinesi di lavorare verso la promozione dell’unità nazionale e il rafforzamento delle priorità del popolo, così come lavorare per il raggiungimento di una riconciliazione nazionale che ponga fine alla divisione politica.

9 – La necessità di aprire una investigazione da parte di uno dei corpi del parlamento nel PLC riguardanti le affermazioni del Primo Ministro contro le organizzazioni della società civile palestinese sul campo della corruzione

10- Assicurare che l’informazione riguardante le somme di finanziamenti ricevuti dalla società civile Palestinese siano precisi, prima di diffonderle tra il pubblico attraverso i media. Di recente vi sono state parecchie dichiarazioni (e di conseguenza false dichiarazioni dei media) che erano imprecise e contraddittorie sui finanziamenti ricevuti dalle organizzazioni della società civile. Vale la pena notare che tutti i fondi ricevuti vanno incontro alle necessità della popolazione e allo sviluppo di vari settori in cooperazione e coordinamento con le relative parti del governo. Inoltre non crediamo di esser in competizione con il governo per i fondi.

Palestinian Human Rights Organizations Council Palestinian PNGOs Network Coalition for Accountability and Integrity (AMAN) Palestinian National Institute NGOs

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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