Addameer ritiene le forze di occupazione israeliana responsabili delle recenti violenze in Palestina

Addameer Prisoner Support e Human Rights Association ritiene l’autorità di occupazione israeliana responsabile della recente escalation di violenze in Cisgiordania.

Le violazioni da parte dell’occupazione israeliana e dei coloni israeliani, oltre alla provocazione di Al-Aqsa sono le principali ragioni del recente deterioramento e dell’escalation di violenza.

 

site_197_world20news_447423

Le pratiche israeliane di punizione collettiva e le quotidiane violazioni, tra cui le demolizioni di case, arresti, esecuzioni extragiudiziali e le aggressioni contro i palestinesi, oltre al confiscare la terra palestinese e l’aumento della violenze dei coloni, la più recente delle quali è stata l’incendio della famiglia Dawabsheh a Duma a sud di Nablus, hanno alimentato l’attuale escalation.

Dall’inizio della rivolta popolare palestinese che è iniziata questo mese di ottobre, le autorità di occupazione hanno effettuato arresti di massa in Cisgiordania.

Le statistiche di Addameer mostrano che dall’inizio di ottobre e fino al pomeriggio del 25 ottobre 2015, 942 palestinesi, tra cui 144 bambini sono stati arrestati come segue: 790 sono stati arrestati in Cisgiordania, tra cui 247 nella Gerusalemme occupata e 152 sono stati arrestati.

Il numero totale dei palestinesi in stato di detenzione sale così a circa 6300 palestinesi, tra cui 270 bambini e 36 detenute.

Le autorità di occupazione israeliana hanno anche emesso 60 ordini di detenzione amministrativa a partire dall’inizio del mese, 43 dei quali erano nuovi ordini e il restante 17 erano rinnovi.

Queste statistiche sono in allarmante aumento quotidianamente.

La recente ondata di arresti di massa ha portato ad un sovraffollamento grave nelle carceri israeliane e di detenzione e interrogatori nei centri, aggravando così le già povere condizioni.

Gli avvocati di Addameer, durante le visite recenti, hanno documentato la sofferenza dei prigionieri e i detenuti hanno testimoniato che non stanno ricevendo abbastanza cibo, prodotti per l’igiene, vestiti, materassi o cuscini, oltre al sovraffollamento nelle celle e altre condizioni di detenzione disumane e degradanti.

Le IOF hanno anche fatto ricorso all’utilizzo di munizioni vere e di uccisioni contro i dimostranti palestinesi.

Dall’inizio del mese di ottobre, il Ministero della Sanità palestinese ha riferito che 58 Palestinesi sono stati uccisi dallo IOF di cui 12 bambini. Inoltre, più di 2.245 Palestinesi sono stati feriti dallo IOF, di cui 645 con munizioni vere e 1600 con proiettili di gomma.

Più di 4200 palestinesi sono rimasti feriti a causa dell’ inalazione di gas lacrimogeni.

Le auorità di occupazione israeliana hanno ulteriormente intensificato le loro misure oppressive contro i palestinesi e stanno trattenendo i corpi di 22 palestinesi sospettati di presunti attacchi, nonostante le poche prove a sostegno di tali sospetti.

Le famiglie di queste persone sono state prese di mira con vessazioni, molti di loro sono stati arrestati e per alcuni di loro è stato emesso l’ordine di demolizione della casa, tutte le politiche che sono atti di punizione collettiva e di rappresaglia.

Le pratiche israeliane mirano a validare lo status quo degli insediamenti, spostando i palestinesi dalla Gerusalemme occupata e dall’ Area “C” della Cisgiordania, oltre che a isolare Gerusalemme dalla Cisgiordania e torturare i civili palestinesi.

Le pratiche di Israele si tradurranno solo in un ulteriore deterioramento della situazione attuale.

Gravi violazioni contro i palestinesi

Lo IOF ha gravemente intensificato le violazioni dei diritti umani.

Lo IOF ha arrestato decine di palestinesi feriti e ha effettuato interrogatori, indipendentemente dalla loro condizione medico fisica.

Inoltre, lo IOF ha rapito e arrestato palestinesi feriti da ambulanze (4 casi sono stati documentati) e dagli ospedali.

Lo IOF ha rapito uno dei pazienti nell’ospedale di Nablus, Karam al-Masri (23 anni) e ha anche arrecato disturbi ed irruzione in diversi ospedali a Gerusalemme, cercato ambulanze e ostacolato il loro lavoro.

Addameer tiene monitorata la situazione degli arresti punitivi e le molestie nei confronti di familiari di giovani palestinesi sospettati di presunto attacco.

Finora sette familiari dei sospettati sono stati arrestati tra cui due sono stati condannati a 6 mesi di detenzione amministrativa; il padre di Abu Thaer Ghazaleh e il fratello di Shuruq Dwaiat entrambi sospettati di attacchi.

Addameer ha anche documentato una escalation di arresti di palestinesi accusati di presunto incitamento alla violenza e al razzismo attraverso social media come Facebook.

Finora, Addameer ha documentato l’arresto di 30 palestinesi accusati di incitamento alla violenza, 25 dei quali sono stati condannati a detenzione amministrativa senza accusa né processo.

Tali arresti sono un duro colpo per la libertà di espressione e una violazione delle norme internazionali sui diritti umani.

È interessante notare che le autorità di occupazione israeliana non hanno arrestato un solo israeliano nell’ambito di tali accuse.

Addameer ha documentato un aumento di aggressioni durante l’arresto e durante l’interrogatorio dall’inizio dei recenti eventi.

Tra i casi che Addameer ha documentato c’è quello di Mohammad Burqan, 18 anni, che è stato colpito con un proiettile di gomma all’ occhio sinistro da parte delle forze di occupazione israeliana nel quartiere di Al-Turi nella Gerusalemme occupata. L’infortunio ha provocato la perdita della vista all’occhio sinistro di Burqan. In seguito al suo infortunio, le forze speciali israeliane lo hanno assalito e lo hanno ripetutamente preso a pugni in testa e a calci sulla pancia. Burqan è stato successivamente trasferito all’ ospedale Hadasa Ein Karem dove il suo occhio sinistro è stato rimosso chirurgicamente.

Le forze di occupazione israeliana hanno effettuato l’interrogatorio a Burqan quattro giorni dopo l’intervento, nonostante fosse già stato sottoposto ad un interrogatorio in ospedale. Durante i suoi 4 giorni presso l’ospedale Burqan era incatenato al letto dell’ospedale in ogni momento. E’ stato presentato un foglio di accuse contro Burqan nonostante le sue condizioni di salute fossero critiche. Burqan ha informato l’avvocato Farah Bayadsi di Addameer, durante una visita nel centro di detenzione Mascobiyya, che soffre di forti mal di testa e vertigini. Non è stato in grado di mangiare per giorni perchè non riusciva ad aprire la bocca a causa del dolore alla mascella il sanguinamento dal naso di notte gli ha impedito di dormire. L’avvocato Bayadsi ha confermato che Burqan non ha ricevuto farmaco ed il trattamento medico di cui necessotava da quando è stato trasferito al centro di detenzione Mascobiyya, nonostante le sue condizioni di salute critiche.

Addameer ha anche documentato l’arresto di Ahmad Hamed, uno studente di 21 anni dell’Università di Birzeit, che è stato brutalmente aggredito colpito a bruciapelo alla coscia prima di essere arrestato e trasferito alla colonia di Beit El vicino a Ramallah. Hamed è stato lasciato a sanguinare per oltre un’ora con le manette di plastica alle mani. Hamed ha informato l’avvocato Samer Sama’an di Addameer, durante una visita, che ha subito una giornata di interrogatori dopo il suo arresto, nonostante il suo stato di salute. Non poteva camminare e doveva stare su una sedia a rotelle. Soffre di forti dolori alle gambe e su tutto il corpo. Hamed è stato accusato di aver lanciato pietre e di aver aggredito il poliziotto Mustareb.

 

Addameer conferma che le pratiche di occupazione israeliane e maltrattamenti contro i palestinesi violano il diritto internazionale umanitario, che vieta rigorosamente gli atti di punizione collettiva e rappresaglie contro persone protette che vivono sotto l’occupazione, come previsto ai sensi dell’articolo 33 della IV Convenzione di Ginevra applicabile nel territorio palestinese occupato.

Uso eccessivo della forza ed esecuzioni extragiudiziali

Dall’inizio degli eventi attuali, IOF ha fatto ricorso a un uso eccessivo della forza letale contro i civili palestinesi e quelli presunti accusati di tentare attacchi. Filmati e diversi testimoni oculari hanno confermato che le forze di occupazione israeliane utilizzano la forza letale contro i palestinesi disarmati basandosi solamente su sospetti senza alcuna prova o alcuna minaccia diretta o danno che giustifichi l’apertura del fuoco. Inoltre, lo IOF ha usato anche munizioni e proiettili di gomma puntando il fuoco alla parte superiore del corpo dei manifestanti durante le manifestazioni e gli scontri. Questa escalation pericolosa ha provocato la morte e il ferimento di molti giovani palestinesi.

L’uso eccessivo della forza contro i sospetti ha provocato la morte di 28 giovani palestinesi e il ferimento di molti altri. Questi numeri suggeriscono l’uso deliberato della forza letale contro i palestinesi in violazione dei diritti umani, delle norme internazionali che limitano l’uso della forza letale per i casi in cui un sospetto pone seria minaccia. Anche nei casi in cui l’occupazione israeliana ha sostenuto che l’indagato aveva un coltello, le norme di diritto internazionale vietano l’uso della forza letale, consente, invece, l’uso della forza per ferire a seguito di avvertenze e arrestare un sospetto, ma non sparare per uccidere. Questa tendenza recente costituisce una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, come previsto dall’articolo 147, e un crimine di guerra, come previsto ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto di Roma.

Tra i casi più importanti di esecuzioni extragiudiziali commessi dallo IOF il mese scorso è stato ucciso il diciannovenne Fadi Alloun, di cui la polizia israeliana ha sostenuto che tenesse ed ha tentato l’accoltellamento di un colono israeliano a Gerusalemme. Le circostanze del presunto accoltellamento non sono ancora chiare; dai filmati è emerso che Alloun era disarmato quando è stato colpito e stava, in realtà, cercando di mettersi al riparo da un gruppo di coloni israeliani che cercava di linciarlo e che successivamente ha chiesto alla polizia di sparare ad Alloun sostenendo che avesse cercato di accoltellare qualcuno. Il filmato mostra chiaramente che Alloun non costituisce una minaccia per nessuno, e quindi la sua uccisione extragiudiziale non è legalmente giustificata. A seguito dell’ uccisione illegale di Alloun, le autorità di occupazione israeliana hanno tenuto il suo corpo per quasi una settimana in violazione dei valori etici e democratici, nonché violando i diritti umani delle norme nazionali e internazionali. L’insistenza del tenere il corpo di Fadi Alloun nonostante le suppliche della famiglia per riaverlo e seppellirlo anche sottostando ai ricatti delle forze di occupazione israeliana, indicano chiaramente che l’atto di trattenere il corpo è solamente una forma di punizione collettiva.

Addameer chiede quanto segue:

che le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU adempiano al loro obbligo di fermare i crimini e le violazioni dall’occupazione israeliana e di fornire protezione per la popolazione palestinese.

che le Alte Parti Contraenti della Quarta Convenzione di Ginevra adempiano al loro obbligo di proteggere persone protette, oggetti e luoghi di culto civili palestinesi in tempo di guerra.

che il Procuratore della Corte penale internazionale avvii immediatamente un’indagine per questi crimini commessi dall’occupazione israeliana contro il popolo palestinese.

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

 

,

No comments yet.

Lascia un commento