“Musica dimensione di libertà “ a Milano serata cultura e solidarietà per la Palestina

Milano ospiterà il prossimo 26 settembre un evento speciale dedicato alla pace e solidarietà. Al Teatro Verdi (Via Pastrengo 16) a partire dalle 20.45 andrà in scena Musica dimensione di libertà uno spettacolo in cui si esibiranno artisti provenienti da diverse parti del mondo. Il ricavato della serata servirà per raccogliere fondi per 50 borse per giovani strumentisti dei campi profughi di Qalandiah (Palestina) e Bourj el Barajneh (Libano). L’iniziativa è promossa da AssoPace Palestina e gode del patrocinio del Comune di Milano. Si vuole così dare un contributo ai bambini e ragazzi palestinesi che si sono avvicinati alla musica grazie all’Associazione Al Kamandjati del Maestro Ramzy Aburedwan. Attiva dal 2006 quest’organizzazione non governativa raggiunge oltre 500 giovani che crescono nella mancanza di libertà e giustizia dove la violenza subita può creare altra violenza. La musica diventa cosi strumento di resistenza e di libertà. L’ingresso al Verdi sarà a offerta libera a partire da 10 euro.

musica

Sul palco si esibiranno Moni Ovadia, Faisal Taher (artista palestinese), Good News Female Gospel Choir, Alessandra Felletti (conduttrice delle serata e che reciterà il pezzo We Teach Life), Coro Hispano Americano e le allieve della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

“Un grazie davvero grande agli artisti che si sono resi disponibili a portare in questa città la loro arte  per metterla a disposizione di un progetto di cui siamo orgogliosi– afferma Luisa Morgantini presidente di AssoPace Palestina e già vice presidente del Parlamento Europeo -. Quando ho conosciuto il Maestro Ramzy aveva forse 8 anni. L’ho visto lanciare pietre contro soldati israeliani nel campo profughi di Al Amari durante la Prima Intifada del 1988. Il suo sogno era diventare un violinista, Il Katmandjati. Lui c’è l’ha fatta e vuole restituire ciò che ha avuto e lo fa con i giovani più discriminati. La musica può trasmettere valori e principi democratici, far crescere l’autostima e uguaglianza tra i popoli. Ma anche insegnare la consapevolezza dei propri diritti e della propria identità culturale, con la cultura si sconfigge la violenza ed è libertà” “Il Maestro Ramzi Aburedwan – sottolinea Moni Ovadia -, è già stato membro della prestigiosissima West-Eastern Divan Orchestra formata da musicisti israeliani e palestinesi e fondata dal grande intellettuale palestinese Edward Said e dal Maestro Daniel Barenboim. Invito tutti a partecipare alla serata e a sostenere questo progetto. La guerra e la violenza si possono fermare partendo dalla cultura come insegna la storia di Ramzi. E la pace si costruisce anche con la musica”.

Clicca qui per vedere la locandina dell’evento

IL PROGETTO IL VIOLINISTA
L’Associazione Al Kamandjati dal 2006 insegna musica nei campi profughi di Qalandiah (periferia di Ramallah) e a Boury el Barajneh (campo profughi palestinese in Libano). Per educare tanti bambini e giovani, che crescono in un contesto sociale drammatico ed estremamente violento, fornisce gratuitamente agli allievi gli strumenti musicali e tutto il materiale didattico. Tutti ricevono una borsa di studio che copre il 100% delle spese. I docenti (palestinesi e internazionali) vanno nei campi una o due volte la settimana per lo svolgimento dei corsi, impegnandosi nell’esercizio di almeno un anno accademico. Gli allievi suonano davanti ai propri compagni, familiari e membri della comunità, per acquisire sicurezza e professionalità. Obiettivo del progetto Il Violinista è una raccolta fondi per 50 borse di studio per garantire un anno di studio a 50 ragazzi dei campi profughi di Qalandiah e Bourj el Barajneh. Bisogna raggiungere la cifra di 40.000 Euro in totale (800 Euro l’anno per il mantenimento agli studi di 50 studenti). In questo modo sarà possibile assicurare una formazione musicale colta e professionale già al primo anno di frequenza.

www.facebook.com/pages/Assopace-Palestina-Progetto-Il-Violinista

ASSOCIAZIONE AL KAMANDJATI
Insegnare musica ai ragazzi delle città, villaggi e campi profughi della Palestina per trasmettere  strumenti di cultura. La musica deve diventare parte integrante non solo delle loro vite ma anche  dell’identità e del tessuto sociale. E’ questo l’obiettivo della   Al Kamandjati; un’organizzazione non governativa e no-profit, nata in Francia nel 2002, e riconosciuta dall’Autorità Palestinese nel 2004.  E’ stata fondata da Ramzi Abu Redwan un violista medaglia d’oro al Conservatorio d’Angers (Francia). L’associazione è in grado di raggiungere oltre 500 ragazzi in Cisgiordania e Libano e altri 2000 mediante un programma di partenariato con le scuole UNRWA. Organizza festival, concerti ed eventi musicali ogni anno per un bacino di utenza di oltre 20 mila persone. Il lavoro è rivolto ai bambini e ai giovani palestinesi, in particolare a quelli più svantaggiati. E’ mirato a trasmettere valori e principi democratici, lavorando sul concetto di autostima, uguaglianza, consapevolezza dei propri diritti e identità culturale. I programmi scolastici prevedono un coinvolgimento attivo dei ragazzi in forma di espressione artistica.

No comments yet.

Lascia un commento