L’ IPS impone misure punitive disumane contro i detenuti in sciopero della fame

Set 19, 2015 | Notizie

I detenuti amministrativi Munir Abu Sharar, Bader Al – Ruzzeh e Shadi Maali stanno facendo lo sciopero della fame, sono isolati nelle celle del carcere Al -Naqab, hanno informato, durante una vista, l’avvocato di Addameer, Samer Samaan, che il servizio di prigione israeliana (IPS) ha imposto una serie di misure punitive dure e disumane contro di loro.

Tra le misure punitive imposte è stato negato a coloro che fanno lo sciopero della fame l’accesso all’acqua potabile fredda costringendoli a bere acqua calda da un rubinetto arrugginito pur sapendo che i prigionieri sono entrati durante il loro diciottesimo giorno di sciopero della fame.
L’ IPS ha, inoltre, bloccato tutti i punti di apertura delle celle e questo ha evitato l’entrata di aria fresca all’interno delle stesse.

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Abu Sharar ha detto all’avvocato Samaan che ha dormito su un materasso vicino alla porta della cella, dove c’è una piccola apertura, in modo da riuscire a sentire un po’ di aria. Abu Sharar ha aggiunto che l’ IPS ha confiscato tutti i loro averi non appena sono stati messi in isolamento, subito dopo aver intrapreso lo sciopero della fame. L’ IPS, inoltre, ha negato loro l’accesso ai vestiti, ai libri, alle coperte ed ai cuscini.
Addameer Prisoner Support e Human Rights Association condannano queste misure punitive dure e disumane imposte ai detenuti in sciopero della fame; queste punizioni sono una violazione dei diritti umani internazionali e costituiscono una violazione della Convenzione contro la tortura e della Quarta Convenzione di Ginevra in particolare ai sensi dell’articolo 3 che vieta rigorosamente il trattamento crudele e gli oltraggi alla dignità della persona, come i trattamenti umilianti e degradantiLe punizioni inumane costituiscono inoltre una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra ed un crimine di guerra, come sancito ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto di Roma.

Addameer condanna che venga negato all’avvocato Farah Bayadseh di visitare il detenuto Ghassan Zawahreh in sciopero della fame in isolamento al carcere Ela, anche se la visita era stata organizzata in anticipo.

L’ IPS ha notificato all’ avvocato Bayadseh, al suo arrivo alla prigione Ela, che Zawahreh è stato trasferito ad Al – Naqab. Quando l’avvocato ha poi chiesto di poter far visita a Zawahreh in Al -Naqab, l’ IPS ha risposto che Zawahreh passerà il resto della giornata nei trasferimenti.

Addameer denuncia i trasferimenti ripetuti per i detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame, trasferimenti che vengono utilizzati come mezzo di punizione e repressione, disinteressandosi delle fragili condizioni in cui si trovano i detenuti che stanno facendo sciopero della fame.

Cinque detenuti amministrativi hanno intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta il giorno 30 agosto 2015 contro la politica di detenzione amministrativa a proseguire lo sciopero parziale della fame che ha avuto inizio il 20 agosto 2015. I detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame chiedono il loro rilascio immediato ed il rilascio di tutti i detenuti amministrativi. Addameer sottolinea che i cinque detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame stanno bevendo solamente acqua e finora l’ IPS non ha fornito loro sale o integratori di minerali anche se il loro sciopero della fame va avanti da 18 giorni. Sia Abu Sharar che Al- Ruzzeh stanno rifiutando anche tutte le visite mediche.

50 prigionieri palestinesi hanno iniziato a rifiutare i pasti per 3 giorni a settimana in solidarietà, hanno cominciato il 15 settembre 2015 e continueranno fino al 21 ottobre 2015. Altri 100 detenuti parteciperanno a queste misure di solidarietà nei prossimi giorni.

I prigionieri invieranno delle lettere alle amministrazioni della prigione chiedendo che vengano accolte le richieste dei detenuti che fanno lo sciopero della fame e che venga liberato Bilal Kayed che è stato messo in isolamento il 6 settembre 2015 e sta scontando una condanna a 14 anni che si concluderà entro 8 mesi.
Addameer chiede che vengano immediatamente accolte le richieste cessando tutte le misure punitive disumane imposte ai detenuti che fanno lo sciopero della fame ed invita il comitato internazionale della Croce Rossa ad effettuare visite immediate per monitorare le condizioni di detenzione e per porre fine a tutte le forme di trattamento disumane e crudeli fatte dall’ IPS per spingere i detenuti a porre fine allo sciopero della fame.

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

 

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