Abu Aker rifiuta le negoziazioni con le forze di occupazione israeliana

L’avvocato Farah Bayadsi dell’Addameer Prisoner Support e Human Rights Association ha visitato lunedì il prigioniero Nidal Abu Aker che sta facendo lo sciopero della fame in isolamento nella prigione Asqalan. L’avvocato Farah Bayadsi ha confermato che Abu Aker è ancora detenuto in isolamento in una cella molto piccola (150×180 cm) in condizioni disumane e che non gli è consentito di andare alle Fora (tempo di ricreazione prigionieri).

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Egli viene incatenato durante le visite degli avvocati e talvolta durante le Fora.

Abu Aker ha confermato che non è stato contattato da nessuno per i negoziati e che continuerà lo sciopero della fame fino alla libertà e fino alla fine della politica di detenzione amministrativa.

Abu Aker ha riferito che sta solamente bevendo e che l’IPS gli offre il cibo quotidianamente ma lui lo rifiuta. Egli ha aggiunto che l’IPS ritarda a portare l’ acqua e che non può riempire la bottiglia dal rubinetto. Egli ha aggiunto che l’IPS non gli ha offerto vitamine o integratori minerali pur essendo in sciopero della fame da 22 giorni.

Abu Aker rifiuta le visite mediche ed ha smesso di prendere le sue medicine. Soffre di mal di testa, vertigini, mal di schiena, reumatismi, acufene (una condizione che provoca ronzio nelle orecchie), e la pelle intorno agli occhi è gialla. Soffre anche di una grave infezione alla gola per la quale non sta prendendo farmaci.

Bayadsi ha espresso che il volto di Abu Aker è più pallido di quanto non lo fosse giovedì scorso.

Abu Aker ha minacciato di interrompere l’assunzione di acqua se non viene trasferito in un’altra cella perché i detenuti criminali delle celle vicine a lui provocano rumori che gli impediscono di dormire.

Abu Aker chiede una campagna nazionale per porre fine alla politica di detenzione amministrativa e l’imposizione di un controllo giudiziario internazionale sui campi militari dell’ occupazione, oltre che l’eliminazione dell’ alimentazione forzata che è stata recentemente resa legale dalle autorità di occupazione.

Chiede anche di essere compensato insieme al resto dei detenuti amministrativi in ottemperanza all’articolo 39 della quarta convenzione di Ginevra che afferma che la forza occupante debba sostenere le persone protette che sono costrette a vivere in condizioni che impediscano loro di proveddere a se stessi o alla loro famiglia.

Abu Aker esprime la sua fermezza e la sua forza di volontà.

Riferisce che continuerà con lo sciopero della fame fino a quando tutte le sue richieste e quelle dei detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame non saranno soddisfatte.

Nidal Abu Aker invita tutti gli individui, organizzazioni e comitati nazionali palestinesi a lavorare sulla questione di questo sciopero della fame collettivo in modo appropriato per risolvere il problema dei prigionieri detenuti amministrativi e per porre la questione della politica di detenzione amministrativa alla comunità internazionale per porre fine a tutto questo.

Infine, Abu Aker manda i suoi migliori saluti e auguri per la sua famiglia e il resto dei palestinesi per l’imminente festa (festa di Al-Adha), e conferma che la lotta dei prigionieri in sciopero della fame serve per trasmettere speranza e felicità per il popolo palestinese e per ottenere giustizia, la dignità e l’umanità.

 

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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