Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 11 – 17 agosto

ochaRapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°130), basato su un riassunto del Rapporto.

In due diversi episodi, avvenuti il 15 ed il 17 agosto, le forze israeliane hanno ucciso con armi da fuoco due palestinesi di 21 e 22 anni; secondo quanto riferito, le uccisioni sono avvenute in seguito all’accoltellamento di soldati israeliani vicino al villaggio di Beita e al checkpoint di Z’atara; entrambe le località si trovano nel Governatorato di Nablus.

Gaza: una donna palestinese è morta per le ferite riportate nella settimana precedente, quando un ordigno inesploso è deflagrato all’interno di una casa a Rafah; in base alle testimonianze dei medici sale così a cinque il numero dei morti nell’incidente e ad oltre 50 quello dei feriti. Dal cessate il fuoco di agosto 2014, 16 palestinesi, tra cui un minore, sono morti in incidenti di questo tipo ed oltre 170 feriti, tra cui 22 minori.

Durante la settimana, 27 palestinesi, tra cui cinque minori, sono stati feriti in varie località della Cisgiordania, durante scontri tra forze israeliane e palestinesi che lanciavano pietre. La maggior parte delle lesioni (21) è stata provocata nel corso della manifestazione settimanale a Kafr Qaddum (Qalqiliya) contro la chiusura dell’ingresso principale del paese. In un altro episodio, un 52enne proprietario di terra, che stava partecipando ad una manifestazione in Beit Jala (Betlemme) contro la costruzione della Barriera, è stato ricoverato in ospedale per una crisi cardiaca a seguito di un alterco con un soldato israeliano.

Le forze israeliane hanno arrestato 78 palestinesi nei Territori Occupati, la maggior parte in Cisgiordania. Nella Striscia di Gaza, un palestinese, dopo aver ricevuto un permesso per recarsi in Cisgiordania, è stato arrestato al suo arrivo al valico di Erez. Altri quattro palestinesi sono stati arrestati nei pressi della recinzione che circonda Gaza, dopo che erano entrati in Israele senza autorizzazione israeliana.

Sono stati registrati tre attacchi di coloni israeliani a danno di palestinesi e/o delle loro proprietà: l’aggressione contro due giovani di 16 e 18 anni, in ‘Azzun’ Atma (Qalqiliya); l’aggressione ad un 31enne mentre lavorava nella colonia di Pisgat Ze’ev, nel Governatorato di Gerusalemme; un attacco incendiario nella Comunità beduina di ‘Ein Samiya (Ramallah), con danni ad una tenda residenziale. Inoltre, non inclusi nel conteggio: un ragazzo di dieci anni investito e ferito da un veicolo con targa israeliana nei pressi di Yatma (Nablus); scontri tra palestinesi e coloni israeliani (circa 15) che avevano fatto irruzione nel villaggio di Awarta (Nablus) e, secondo quanto riferito, avevano tentato di rapire due palestinesi.

Secondo i media israeliani, un colono israeliano è stato ferito a causa di una sassaiola da parte palestinese contro veicoli israeliani vicino a Beit Ummar (Hebron).

Per mancanza dei permessi edilizi rilasciati da Israele, le autorità israeliane hanno demolito, in varie località della Cisgiordania, 35 strutture di proprietà palestinese, tra cui sei finanziate da donatori, e 16 strutture abitative, sfollando un totale di 92 palestinesi, tra cui 55 minori, e coinvolgendo in diverso modo altri 81 palestinesi. Del totale [92], 78 palestinesi, tra cui 49 minori, sono stati sfollati il 17 agosto nelle Comunità beduine di Az Za’ayyem, Khan al Ahmar Abu Falah, Bir Miskoob e Wadi Sneysel: il più grande numero di sfollati in Cisgiordania in un solo giorno dall’ottobre 2012. Queste comunità fanno parte delle 46 comunità beduine in Area C della Cisgiordania centrale a rischio di trasferimento forzato verso uno dei tre siti designati da un piano delle autorità israeliane. I restanti 14 palestinesi sono stati sfollati l’11 agosto nella comunità di Al Jiftlik Abu al ‘Ajaj (nel Governatorato di Jericho), nella Valle del Giordano. Questa è la quindicesima volta che i residenti di Al Jiftlik Abu al ‘Ajaj hanno vissuto episodi di demolizione dal 2014.

Nella Striscia di Gaza, in almeno nove occasioni le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra e in mare. Non sono stati segnalati feriti. In quattro occasioni le forze israeliane sono entrate dentro la Striscia di Gaza ed hanno spianato il terreno.

Ancora nella Striscia di Gaza, i palestinesi hanno tenuto 29 manifestazioni, soprattutto per protestare contro una possibile riduzione dei servizi dell’UNRWA a causa della crisi finanziaria dell’Agenzia, e in solidarietà con i prigionieri palestinesi trattenuti nei centri di detenzione israeliani, in particolare per Mohammed Allan, in sciopero della fame da oltre 60 giorni in segno di protesta per la sua detenzione amministrativa dal novembre 2014, senza accusa né processo.

Per la prima volta dal 25 giugno, le autorità egiziane hanno aperto eccezionalmente il valico di Rafah il 17 agosto in entrambe le direzioni, consentendo l’ingresso in Gaza a 949 palestinesi e l’uscita da Gaza a 474 palestinesi, per lo più pazienti, studenti e persone con doppia cittadinanza. Il valico di Rafah, sotto controllo egiziano, è rimasto costantemente chiuso, anche per l’assistenza umanitaria, dal 24 ottobre 2014, fatta eccezione per 26 giorni di aperture parziali.

 

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