Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 4 – 10 agosto 2015

Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono ochainformazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°129), basato su un riassunto del Rapporto.

L’8 agosto, nel villaggio di Duma (Nablus), un 32enne è morto per le ferite riportate la settimana precedente, a seguito del lancio di bombe incendiarie dentro la sua casa, effettuato presumibilmente da coloni israeliani mentre la famiglia dormiva. Il figlio neonato dell’uomo era morto nel corso dell’attacco, mentre la moglie ed un altro figlio rimangono in gravi condizioni in un ospedale israeliano. In un altro episodio, il 9 agosto, le forze israeliane hanno ucciso un 20enne palestinese che aveva aggredito con un coltello e ferito un colono israeliano presso un distributore di benzina sulla strada 443 nel Governatorato di Ramallah.

Nel corso della settimana, 21 palestinesi, tra cui quattro minori, sono stati feriti in vari luoghi della Cisgiordania, durante gli scontri tra forze israeliane e palestinesi che lanciavano pietre. La maggior parte dei ferimenti è avvenuta nei seguenti contesti: durante proteste contro le restrizioni imposte da Israele all’ingresso dei palestinesi nel Complesso della Moschea di Al Aqsa, in Gerusalemme Est, coincidenti, in molti casi, con l’ingresso nel Complesso di coloni ed altri gruppi israeliani; nel corso di operazioni di ricerca-arresto; in episodi connessi ai checkpoint.

Tre soldati israeliani sono stati investiti e feriti da un’auto guidata da un palestinese nei pressi del crocevia di Sinjil (Ramallah); l’uomo è stato colpito con arma da fuoco e ferito sul posto. A seguito dell’incidente, le forze israeliane hanno effettuato operazioni di ricerca-arresto a Biddu (Gerusalemme), dove l’uomo risiede, innescando scontri con i residenti, nel corso dei quali tre palestinesi sono stati feriti da proiettili di gomma ed un soldato israeliano è stato ferito da una pietra. Inoltre i media israeliani hanno riferito di quattro attacchi palestinesi, consistiti nel lancio di sassi contro veicoli con targa israeliana in transito e conseguente ferimento di un colono vicino a Beit ‘Einun (Hebron) e danni a quattro veicoli.

Nella Striscia di Gaza, in risposta al lancio di razzi palestinesi (vedi sotto), le forze israeliane hanno sparato un missile contro un sito militare ad ovest del Campo profughi Al Bureij in Deir al Balah, ferendo quattro membri di gruppi armati palestinesi. In almeno altre sette occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato (ARA) di terra e di mare, senza causare feriti; in una occasione, le forze israeliane sono entrate dentro la Striscia di Gaza ed hanno spianato il terreno.

Membri di gruppi armati di Gaza hanno sparato almeno cinque razzi verso Israele; uno è caduto in uno spazio aperto mentre gli altri sono caduti subito dopo il lancio; non sono stati segnalati feriti o danni.

Quattro palestinesi sono stati uccisi e altri 40 feriti quando un ordigno inesploso (UXO) è deflagrato in una casa a Rafah. Dal cessate il fuoco del mese di agosto 2014, quindici palestinesi, tra cui un minore, sono morti in incidenti di questo tipo ed altri 163, tra cui 22 minori, sono rimasti feriti.

Le forze israeliane hanno arrestato 73 palestinesi nei Territori Occupati palestinesi, la maggior parte in Cisgiordania. Nella Striscia di Gaza due pescatori sono stati arrestati in mare dopo che le forze israeliane hanno ordinato loro di togliersi i vestiti e nuotare verso le motovedette. Altri sei sono stati arrestati nei pressi della recinzione che circonda Gaza, dopo che erano entrati in Israele senza autorizzazione.

Sono stati registrati sette attacchi di coloni israeliani con danni alle proprietà palestinesi. Cinque di questi incidenti hanno avuto luogo nel governatorato di Nablus, tra cui l’aggressione ad un 21enne palestinese vicino a Burin, a quanto riferito da parte di coloni provenienti da Barcha; la messa a fuoco e vandalizzazione di almeno 80 alberi di proprietà palestinese nei villaggi di Majdal Bani Fadil e Burin; lo spianamento di due lotti di terreno coltivato nel villaggio Qaryut, vicino all’insediamento colonico di Eli. Negli altri due casi si è trattato di spari contro un veicolo con targa palestinese vicino a Beit ‘Einun (Hebron) e del lancio di una bottiglia incendiaria in una casa palestinese a Dar Faza’a (Ramallah). Inoltre, non incluso nel conteggio, in due giorni consecutivi durante la settimana, dall’insediamento israeliano di Betar Illit sono fuoriusciti liquami sulla terra appartenente al villaggio di Nahhalin (Betlemme), provocando danni alle colture.

In Area C della Cisgiordania, le autorità israeliane hanno demolito un totale di 32 strutture di proprietà palestinese, per mancanza dei permessi edilizi israeliani. Di queste, otto strutture sono state demolite nelle comunità di pastori di Hammamat Al Maleh al Meiteh e di Yarza, nel nord della Valle del Giordano, undici nel Governatorato di Hebron, tre nel Governatorato di Betlemme e due nel Governatorato di Jenin. Le demolizioni hanno incluso sette strutture abitative, con conseguente sfollamento di 36 persone. Tra le strutture demolite, quattro erano state finanziate da donatori.

Nella zona di Silwan di Gerusalemme Est, tre famiglie di rifugiati palestinesi (per un totale di sette persone) sono a rischio di imminente sfratto coatto e sfollamento, dopo che le autorità israeliane hanno consegnato ordini di sfratto nei confronti di tre strutture abitative. Questo è l’esito di una lunga battaglia legale in cui un gruppo di coloni israeliani ne ha rivendicato, con successo, la proprietà antecedente al 1967. I profughi palestinesi residenti di Gerusalemme Est non sono in grado di utilizzare i tribunali israeliani con altrettanta efficacia. L’area interessata dalla causa di proprietà si estende per oltre un acro [1 acro = 4.047 mq] e costituisce un potenziale rischio di sfollamento per centinaia di palestinesi.

Durante la settimana, il valico di Rafah è stato chiuso in entrambe le direzioni da parte delle autorità egiziane. Finora, nel 2015, 7504 palestinesi sono usciti Gaza attraverso Rafah; nel corrispondente periodo del 2014 furono 25.665.

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