Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 23-29 giugno 2015

Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono ochainformazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°124), basato su un riassunto del Rapporto.

Un 23enne palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane mentre il suo veicolo si avvicinava al checkpoint di Hamra (Nablus), che controlla gli spostamenti dei palestinesi verso e dalla Valle del Giordano. Secondo l’esercito israeliano, l’uomo, prima di essere colpito, aveva aperto il fuoco contro il checkpoint. A seguito dell’episodio, le forze israeliane hanno effettuato una operazione di ricerca in Al ‘Auja (Jericho), dove l’uomo viveva, innescando scontri con i residenti, durante i quali un ragazzo di 17 anni è stato ferito con arma da fuoco.

Quattro coloni israeliani sono stati feriti con arma da fuoco mentre viaggiavano su una strada nei pressi di un insediamento avamposto [illegale per la legge israeliana] nella zona di Nablus; secondo quanto riferito i colpi sono stati sparati da un veicolo con targa palestinese; uno dei feriti è morto il giorno seguente. Questo è il secondo civile israeliano ucciso in Cisgiordania nel mese di giugno. In un altro episodio, una donna palestinese ha accoltellato e ferito un poliziotto di frontiera israeliano in servizio presso il checkpoint di Gilo, che controlla l’accesso palestinese a Gerusalemme Est dal sud della Cisgiordania; la donna palestinese è stata arrestata. Inoltre, secondo i media israeliani, sono stati registrati tre episodi di danneggiamento a proprietà israeliane, compreso quello di un’ambulanza israeliana colpita da diversi proiettili, nei pressi dell’insediamento di Bet El.

Le forze israeliane hanno ferito nove palestinesi, tra cui due minori, in più episodi verificatisi in Cisgiordania. I ferimenti sono avvenuti durante scontri, tra cui il lancio di pietre contro forze israeliane posizionate all’ingresso nord della città Ar Ram (Gerusalemme); durante le manifestazioni settimanali contro la chiusura di uno dei principali accessi al villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya) e contro la Barriera a Ni’lin (Ramallah); e durante operazioni di ricerca-arresto nel Campo Profughi di Askar (Nablus) e di Al ‘Auja (vedere il primo paragrafo).

Nella Striscia di Gaza, in almeno otto occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra ed in mare, e, in un caso, hanno sparato un missile contro un uliveto, a Beit Hanoun, senza provocare vittime. Sono stati segnalati danni a diverse imbarcazioni e a colture, incendiate dagli spari.

Membri di un gruppo armato di Gaza hanno lanciato un razzo verso Israele; il razzo è atterrato in uno spazio aperto, senza causare né feriti né danni.

Sono stati registrati cinque attacchi di coloni israeliani con lesioni a palestinesi o danni alle loro proprietà, tra cui l’aggressione fisica di due palestinesi, in Gerusalemme Est ed Hebron; l’incendio doloso di 2 ettari di terreno, presso il villaggio di Tayba (Ramallah); e danni ad un veicolo causati dal lancio di pietre, vicino a Majdal Bani Fadil (Jericho).

Cinque Comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano sono state temporaneamente sfollate dalle loro case, per sei ore, per far posto ad una esercitazione militare israeliana. Circa 60 ettari di terra in queste zone hanno preso fuoco a causa delle esercitazioni. Le comunità sono localizzate in aree designate dalle autorità israeliane come “zone per esercitazioni a fuoco”; tali zone coprono circa il 18% della Cisgiordania. Dal 2012, lo sfollamento con questa motivazione è diventato sistematico, minando la sussistenza e le condizioni di vita dei residenti interessati.

Nel secondo venerdì di Ramadan, circa 120.000 palestinesi provenienti da altre parti della Cisgiordania sono entrati a Gerusalemme Est
attraverso quattro punti di controllo specifici lungo la Barriera, rispetto a circa 9.900 nel 2014, e circa 138.000 nel 2013.

In seguito ai numerosi recenti attacchi individuali compiuti da palestinesi, le autorità israeliane hanno annullato alcune delle misure di allentamento attuate in occasione del Ramadan. In questa settimana, le autorità hanno revocato tutti i permessi rilasciati ad alcune centinaia di palestinesi della Striscia di Gaza per accedere a Gerusalemme Est per la preghiera del venerdì ed hanno annunciato una stretta sui criteri di età in base ai quali ai palestinesi della Cisgiordania era stato consentito di accedere a Gerusalemme Est senza un permesso specifico. Come preannunciato, ai residenti di Sa’ir (Hebron), dove abitava l’autore di un attacco effettuato nella scorsa settimana, sono stati annullati i permessi per l’accesso a Gerusalemme Est.

Forze navali israeliane hanno intercettato una barca di attivisti che tentava di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione. La barca è stata trascinata verso la costa israeliana. Non sono stati segnalati scontri violenti.

Il valico di Rafah è stato aperto tra il 23 e il 25 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.156 palestinesi, per lo più pazienti e studenti, di uscire dalla Striscia di Gaza ed a 408 di entrarvi. Questo porta a 25 il numero di giorni in cui il valico è stato parzialmente aperto da quando – il 24 ottobre 2014 – venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai. Nel 2015, a tutt’oggi, 7.504 palestinesi sono usciti da Gaza tramite il valico di Rafah, rispetto ai 18.225 usciti durante la prima metà del 2014.

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