Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 16-22 giugno 2015

Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono ochainformazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°123), basato su un riassunto del Rapporto.

Un civile israeliano 25enne è stato ucciso ed un altro ferito mentre stavano facendo un tour nei pressi del villaggio di Deir ‘Ibzi’ (Ramallah). Secondo quanto riferito, l’autore è un palestinese, fuggito dopo il fatto. A Gerusalemme Est, un 18enne palestinese di Sair (Hebron) ha accoltellato e gravemente ferito una guardia israeliana di frontiera ed è stato successivamente colpito e gravemente ferito da quest’ultima. In risposta a questi due attacchi, le autorità israeliane hanno ritirato ai residenti di Sair i permessi di entrata in Gerusalemme Est per la preghiera del venerdì durante il Ramadan, così come 500 permessi già rilasciati a palestinesi per viaggi tramite l’aeroporto “Ben Gurion”.

In diversi episodi verificatisi in Cisgiordania, le forze israeliane hanno ferito un totale di 19 palestinesi, tra cui due minori. La maggior parte dei ferimenti sono avvenuti nelle seguenti situazioni: durante scontri nel corso della manifestazione settimanale contro la chiusura di uno degli ingressi principali del villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya); durante un’operazione di arresto in ‘Isawiya e durante scontri vicino alla Porta di Damasco, entrambi in Gerusalemme Est.

Striscia di Gaza: in due separati episodi avvenuti in “Aree ad Accesso Riservato” (ARA), di terra e di mare, le forze israeliane hanno sparato e colpito tre civili, tra cui un minore, nell’ARA interna alla recinzione di Gaza. In almeno un’altra occasione, le forze israeliane hanno aperto il fuoco verso pescatori che navigavano in prossimità del limite di pesca di 6 miglia nautiche; non sono stati segnalati feriti. In una occasione, le forze israeliane sono entrate nella Striscia per circa 100 metri ed hanno spianato il terreno, ad est di Gaza City.

62 palestinesi, tra cui 27 minori, sono stati sfollati per sei ore dalle loro case in Humsa Al Buqia’a, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, durante una esercitazione militare israeliana. Questo è la quarta volta, dall’inizio dell’anno, che tale Comunità di pastori viene sfollata temporaneamente.

Le autorità israeliane hanno demolito una struttura abitativa palestinese in Beit Hanina, a Gerusalemme Est, per mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele, sfollando due palestinesi.

Sono stati registrati cinque attacchi di coloni israeliani con conseguenti danni a proprietà palestinesi, tra cui la vandalizzazione di 35 alberi di ulivo tra Yassuf (Salfit) e Jamma’in (Nablus). I restanti episodi sono consistiti nel lancio di pietre contro veicoli palestinesi.

Oltre alle vittime di cui all’inizio di questo rapporto, cinque israeliani sono stati feritinei governatorati di Gerusalemme e Ramallah nel corso di cinque diversi episodi in cui sono state lanciate pietre contro i loro veicoli.

Secondo il Ministero Palestinese dell’Agricoltura, le forze israeliane hanno tagliato e sradicato circa 20.000 alberelli di cinque anni, piantati a cura dello stesso Ministero in Area C, nei pressi della città di Tubas. Le autorità israeliane avevano emesso ordini di sgombero contro gli alberelli nel settembre del 2014, a motivo del fatto che la terra è stata dichiarata sia riserva naturale che zona per esercitazioni militari a fuoco.

Nel primo venerdì di Ramadan circa 50.000 palestinesi, provenienti da altre parti della Cisgiordania, sono entrati in Gerusalemme Est attraverso quattro specifici checkpoint lungo la Barriera; nel 2014 furono circa 11.000 e 76.000 nel 2013. Hanno potuto entrare anche circa 200 palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. Ai maschi palestinesi ultra 40enni in possesso di documenti d’identità della Cisgiordania, alle donne di ogni età ed ai bambini di età inferiore ai 12 anni, è stato consentito di entrare il venerdì senza permesso. Per gli altri palestinesi, i requisiti di idoneità per ottenere il permesso di ingresso il venerdì sono stati allentati in modo da includere i maschi tra i 12 ed i 40 anni di età in possesso di carte di identità della Cisgiordania, così come per gli uomini ultra 60enni e per le donne ultra 50enni provenienti dalla Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito, sono state accettate le domande presentate da tutti i gruppi di età per ottenere i permessi di entrata nei giorni diversi dal venerdì.

Nel contesto di allentamento delle misure restrittive, collegato al Ramadan, le autorità israeliane hanno riaperto una strada di collegamento, chiusa dal 2000, tra la città di Hebron e Bani Na’im, facilitando l’accesso ai servizi ed ai mezzi di sussistenza.

Il valico di Rafah è stato aperto tra il 16 e il 19 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.985 palestinesi, principalmente pazienti e studenti, di uscire dalla Striscia di Gaza ed a 269 di entrarvi. Questo porta a 22 il numero di giorni in cui il valico è stato parzialmente aperto da quando venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai (24 ottobre 2014).

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