Lo Stato di Palestina entra nella Corte Criminale Internazionale

A inizio di aprile 2015 lo stato di Palestina ha aderito alla Corte Criminale Internazionale (con sede all’Aja) diventando così il 123 membro del tribunale.

 

ICC

Stato di Palestina – Organizzazione per la Liberazione della Palestina Comitato Superiore Nazionale per la Corte Criminale Internazionale

Domande e risposte sull’adesione dello Stato di Palestina

alla Corte Criminale Internazionale (ICC)

Perché è stata istituita la ICC?

La comunità internazionale ha istituito la ICC nel luglio 2002 per impedire che si commettano crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidi e aggressioni e perché coloro che commettono tali atrocità siano chiamati a risponderne. Il preambolo dello Statuto di Roma fa riferimento alla determinazione degli Stati membri a “porre fine all’impunità per chi commette questi crimini e contribuire così alla prevenzione dei crimini stessi”.

Perché la Palestina ha aderito all’ICC?

La decisione della Palestina di partecipare alla difesa dei principali diritti umani, agli strumenti della legge umanitaria internazionale e allo Statuto di Roma riflette il suo fermo impegno per la pace, per i valori universali, e la sua determinazione a fornire protezione per il suo popolo e a chiamare a rispondere quelli che sono responsabili dei crimini commessi.

Lo Stato di Palestina aderisce a 41 accordi internazionali, comprese le Convenzioni di Ginevra e i loro protocolli aggiuntivi, così come ai principali Trattati Internazionali sui Diritti Umani.

Lo Stato di Palestina ha deciso di perseguire la strada dell’internazionalizzazione per realizzare gli inalienabili diritti del popolo palestinese che mancano da troppo tempo, e porre fine a decenni di colonizzazione, spoliazione, trasferimenti forzati e massacri, compresa l’aggressione israeliana del 2014 contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza occupata.

Quando è avvenuta la firma di adesione della Palestina allo Statuto di Roma?

Il 1° gennaio 2015 lo Stato di Palestina ha depositato una dichiarazione ai sensi dell’articolo 12(3) dello Statuto di Roma in cui accettava la giurisdizione della ICC sui presunti crimini commessi “nel territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, a partire dal 13 giugno 2014”. Il 7 gennaio 2015 il Cancelliere della ICC informava il Presidente Abbas di aver accettato la dichiarazione in base all’articolo 12(3), depositata il 1° gennaio 2015 dal Governo della Palestina e lo informava altresì che la dichiarazione era stata trasmessa al Procuratore per la dovuta considerazione.

Dopo che il 31 dicembre 2014 il Presidente aveva annunciato l’adesione allo Statuto di Roma, il 2 gennaio 2015 lo Stato di Palestina depositava presso il Segretario Generale dell’ONU il suo atto di adesione allo Statuto di Roma. Il 6 gennaio 2015 il Segretario Generale dell’ONU, nella sua qualità di depositario, accettava l’adesione della Palestina allo Statuto di Roma, e la Palestina diventava il 123° Stato membro della ICC e come tale riceveva il benvenuto allo Statuto di Roma da parte del Presidente dell’Assemblea degli Stati Membri. Lo Statuto entrerà in vigore per lo Stato di Palestina il 1° aprile 2015.

Quale è lo status giuridico dello Stato di Palestina?

La Palestina è uno stato sotto occupazione militare straniera, l’occupazione straniera di più vecchia data nella storia moderna. Lo Stato di Palestina è stato riconosciuto da 135 stati e ha stabilito rapporti diplomatici con quasi 180 stati. Con la risoluzione 67/19 l’Assemblea Generale dell’ONU ha concesso alla Palestina lo status di osservatore non membro. I confini dello Stato di Palestina sono quelli del territorio palestinese occupato da Israele nel giugno 1967, che comprende Gaza e la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.

Aderendo alla ICC, i palestinesi non mettono a rischio la possibilità di raggiungere la pace con Israele?

No. Sono i crimini e i criminali di guerra che mettono a repentaglio gli sforzi di pace. Anzi, far giustizia non contraddice la volontà di negoziare. Ambedue le cose sono necessarie per raggiungere un accordo sulle condizioni finali. Sostenere le iniziative legali e diplomatiche della Palestina contribuisce al progresso del diritto internazionale e rafforza così la possibilità di raggiungere una pace giusta e duratura che sia basata sui princìpi universalmente riconosciuti della legge internazionale. Responsabilità e pace si rafforzano a vicenda. La Palestina sta contribuendo al raggiungimento della pace nella regione. Il preambolo dello Statuto di Roma riconosce che “crimini così gravi minacciano la pace, la sicurezza e il benessere nel mondo”. Solo la responsabilizzazione e l’eventuale riparazione possono portare alla giustizia e impedire che crimini di tal genere si ripetano in futuro.

Israele aderisce a qualche trattato o organizzazione internazionale?

Sì. Anche se non accetta la giurisdizione internazionale, Israele è stata creata proprio da una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU. È importante sottolineare che Israele ha avuto accesso a trattati e organizzazioni internazionali, nonostante il fatto che la sua condizione sia quella di una Potenza Occupante, nonostante che non abbia confini riconosciuti e nonostante le sue palesi violazioni di innumerevoli risoluzioni e trattati dell’ONU.

Chi ha il diritto di rivolgersi alla ICC per denunciare determinate situazioni?

Solo il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e gli stati membri dello Statuto di Roma possono presentare denunce al Procuratore, ma la possibilità di presentare denunce è aperta non solo agli stati, ma anche agli individui e alle organizzazioni.

Il Procuratore ha intrapreso qualche azione per esaminare la situazione in Palestina?

Sì. Lo stato di Palestina ha depositato una dichiarazione ai sensi dell’articolo 12(3) in cui si accetta la giurisdizione della ICC ai fini di identificare, perseguire e giudicare gli autori e i complici di crimini che ricadono nell’ambito della giurisdizione della Corte e che siano stati commessi nel territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, a partire dal 13 giugno 2014.

Una volta ricevuta la dichiarazione depositata dallo Stato di Palestina, il Procuratore della ICC, signora Fatou Bensouda, ha aperto, il 16 gennaio 2015, un esame preliminare della situazione in Palestina.

L’esame preliminare è un procedimento in cui si esaminano le informazioni disponibili al fine di raggiungere una decisione completamente informata se ci sia o no una base ragionevole per procedere con una inchiesta secondo i criteri stabiliti dallo Statuto di Roma.

I palestinesi sono disposti a cooperare con la Corte?

Sì. La decisione di aderire alla ICC è frutto di uno stragrande consenso all’interno del popolo palestinese, dei partiti politici palestinesi e delle istituzioni della società civile. Lo Stato di Palestina è impegnato a cooperare con la Corte e questo impegno trova conferma nell’atto di adesione allo Statuto di Roma e nella firma dell’Accordo sulle prerogative e le garanzie della ICC.

A cura di Assopace Palestina

traduz. di Donato Cioli

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2 Responses to “Lo Stato di Palestina entra nella Corte Criminale Internazionale”

  1. Antonio Patania 23 Aprile 2015 at 2:44 pm # Rispondi

    Perche solo l.organizzazione per la liberazione della Palestina? Per analogia allora hanno diritto tutte le organizzazioni per la liberazione dei popoli di tutto il mondo e di ogni regione che si sentono lesi occupati da stati che violano i loro diritti .Non dimentichiamo che anche le occupazioni economiche monetarie e le relative ingerenze producono gli stessi effetti di una guerra purtroppo la civiltà non se ne e accorta.Dunque nasce la legge nasce l.inganno e la negazione di giustizia.Il mondo soffre di una crisi morale mai vista

    • Donato 2 Maggio 2016 at 9:28 am # Rispondi

      Ha ragione Antonio Patania: nel mondo ci sono molti altri casi di popoli i cui diritti vengono violati e sarebbe giusto che ciascuno di loro portasse le sue rivendicazioni presso la Corte Internazionale di Giustizia. Proprio come hanno fatto i Palestinesi. Non si capisce perché debbano essere criticati per questo. Se mi rubano il portafoglio, non devo denunciare il furto solo perché so che anche altri sono stati derubati?

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