Youth Against Settlements e la lotta per la riapertura di Shuhada Street

open shuhada street

foto di Matteo Nardone

Youth Against Settlements è un gruppo di attivisti palestinese con sede ad Hebron fondato nel 2006 da Issa Amro. Documentano le violazioni di diritti umani attraverso videocamere e fotocamere. Ogni giorno coloni e soldati compiono azioni che ledono i diritti dei palestinesi che abitano nella città. Gli attivisti YA svolgono inoltre attività di supporto alle famiglie aiutandoli, ad esempio, a riparare i danni alle case causati da coloni ed esercito.

Il centro YAS si trova all’interno della zona H2, sotto il controllo amministrativo e militare israeliano. Nell’area H2 ci sono molti estremisti israeliani. Gli attivisti YAS hanno adibito uno spazio ad asilo nido, ma dopo poco tempo i soldati sono entrati e hanno impedito la continuità dell’attività, dopo aver imbrattato i muri. YAS porta avanti la campagna “Open Shuhada Street”, nell’ambito della quale Assopace Palestina si rende promotrice per l’Italia, con la quale si chiede al mondo di intervenire affinché la via principale della città venga riaperta ai palestinesi. Ci sono quattro colonie israeliane ad Hebron, poco più di mille israeliani, spalleggiati dall’esercito e dalla legge, tengono sotto scacco centinaia di migliaia di palestinesi. Le case di cittadini palestinesi lungo Shuhada Street vengono spesso occupate dai coloni israeliani, che ne diventano proprietari senza alcun ostacolo.

Sundus, una giovane attivista arrivata in Italia in occasione dell’appuntamento annuale di “Open Shuhada Street” ha raccontato la dura quotidianità con la quale i volontari Youth Against Settlements sono costretti a riscontrarsi: “Nella parte vecchia della città 450 coloni rendono impossibile la vita a centinaia di Palestinesi. La sede del nostro centro – continua la giovane di Hebron – si trova proprio davanti ad un insediamento israeliano, sulla collina di Tel Rumeida, sorvegliato giorno e notte dall’esercito, che più volte ha fatto irruzione nei nostri spazi. Molti dei nostri volontari sono stati arrestati. Oltre all’attività di denuncia tramite reportage video ci occupiamo anche di organizzare corsi che coinvolgono ragazzi da tutto il mondo, comprese attività ludiche per bambini”.

 

 

 

 

 

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