Assopace Palestina aderisce alla campagna di Amnesty per la libertà di Raif Badawi

(Raif Badawi - Amnesty)

(Raif Badawi – Amnesty)

Cosa è successo a Raif Badawi?
Raif Badawi è fondatore di”Free Saudi Liberals”, un forum ideato per discutere del ruolo della religione in Arabia Saudita. Già nel 2008 era stato arrestato per apostasia e rilasciato pochi giorni dopo. In quella occasione, il governo gli aveva proibito di lasciare il paese e nel 2009 aveva congelato i suoi conti bancari. Il 17 giugno 2012 è stato nuovamente arrestato, con la stessa accusa, perché nei suoi articoli aveva criticato figure religiose. Il 17 dicembre 2012, il tribunale distrettuale di Gedda aveva rinviato la causa alla Corte di appello di Gedda, raccomandando che Raif Badawi fosse processato per reato di “apostasia”. Il 29 luglio 2013, il tribunale penale di Gedda ha condannato Raif Badawi a sette anni di carcere e 600 frustate per aver violato le norme del diritto informatico e aver insultato le autorità religiose fondando e gestendo il forum online “Free Saudi Liberals”. Raif Badawi è stato inoltre condannato per aver infamato simboli religiosi pubblicando post su Twitter e Facebook, e per aver criticato la Commissione perla promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta anche come la polizia religiosa) e i funzionari che avevano sostenuto il divieto di includere le donne nel Consiglio della Shura. Contestualmente alla condanna, il giudice ha disposto la chiusura del forum online. 
Dal 17 giugno 2012, Raif Badawi è detenuto nel carcere di Briman, a Gedda. Il processo a suo carico è stato viziato da irregolarità. Secondo il suo avvocato, il giudice nominato per il processo è stato sostituito da un altro giudice, che aveva sostenuto che Raif Badawi dovesse essere punito per “apostasia”. (Amnesty International Italia)

Giovedì 5 febbraio gli attivisti di Amnesty International si presenteranno per il quarto giovedì consecutivo di fronte all’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma (via G. B. Pergolesi 9, dalle 16.30) per chiedere la scarcerazione di Raif Badawi, il blogger condannato a 10 anni di carcere e a 1000 frustate per aver “offeso l’Islam” attraverso i contenuti del suo forum online, “Liberali dell’Arabia Saudita”.

All’inizio dell’anno le autorità saudite hanno stabilito che le frustate sarebbero state somministrate in pubblico a Gedda, 50 alla settimana per 20 settimane, ogni venerdì al termine della preghiera.

Il 9 gennaio, Badawi è stato sottoposto alla prima serie di 50 frustate. Sono seguiti tre rinvii consecutivi, per motivi di salute o per ragioni non specificate.

Il nuovo re saudita ha annunciato la concessione di una grazia e il ministero dell’Interno ha stabilito i criteri per poterne beneficiare. Al momento non risulta che tra i beneficiari vi sia Raif Badawi.

“Invece di lasciare Raif Badawi nell’incertezza di rientrare o meno nella grazia e di subire o meno una nuova serie di frustate, le autorità saudite dovrebbero porre fine a questo incubo e annunciare pubblicamente e ufficialmente la fine delle frustate e la sua scarcerazione immediata e senza condizioni. Fino a quando non arriverà questo annuncio, continueremo a manifestare di fronte all’ambasciata dell’Arabia Saudita e a chiedere d’incontrare i rappresentanti diplomatici” – ha dichiarato Amnesty International Italia.

All’iniziativa di Roma hanno aderito Articolo 21, la Federazione nazionale della stampa italiana, Un ponte per…, la rivista Confronti, Medici contro la tortura, Rete per la pace e Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo e Presidente Assopacepalestina.

A Milano si terrà, per il secondo giovedì consecutivo, un’analoga iniziativa alle ore 18 davanti Palazzo Marino, in piazza della Scala.

Firma l’appello per la liberazione di Raif Balawi

 

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