Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati: 20-26 Maggio 2014

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati

UNITED NATIONS –  Office for the Coordination of Humanitarian Affairs 

Office for the Coordination of Humanitarian Affairs

www.ochaopt.org

ocha

riguardante il periodo: 20 – 26 maggio 2014

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazio-ni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

ðsono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti (in caso di discrepanze, fa testo la versione in lingua originale); nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Nella prima pagi-na viene presentato uno stringato riassunto degli eventi settimanali descritti nel Rapporto.

ð sono scaricabili dal sito Web della Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, alla pagina:

https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

Riassunto

Cisgiordania

  • 22 i palestinesi feriti in scontri con forze israeliane, soprattutto nel corso di operazioni di ricerca-arresto.
  • Secondo l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, le uccisioni di due ragazzi palestinesi, avvenute la scorsa settimana da parte delle forze israeliane “possono essere considerate esecuzioni extragiudiziali in materia di Diritti umani nonché omicidi intenzionali ai sensi del Diritto umanitario internazionale”. Auspica, inoltre, che l’inchiesta avviata dalla polizia militare sia pronta, completa, efficace, indipendente, imparziale e trasparente. Dal 2011, indagini aperte sull’uccisione di palestinesi da parte dei militari hanno portato ad una sola incriminazione.
  • Dimostrazioni e scontri a Kafr ‘Aqab, un quartiere palestinese interno al confine comunale di Gerusalemme, tuttavia separato dal resto della città dalla Barriera, che costringe i residenti a superare un checkpoint per accedere a servizi e luoghi di lavoro.
  • 2 palestinesi e un israeliano feriti in episodi correlati a coloni.
  • Valle del Giordano: 70 persone sfollate per demolizioni e 62 allontanate temporaneamente per consentire esercitazioni militari israeliane.
  • Cinque palestinesi feriti dalle forze israeliane presso la recinzione di confine; tra di essi un sedicenne colpito alla schiena, a circa 400 metri dalla recinzione, ha riportato invalidità permanente.
  • Valico di Rafah: ancora 10.000 in attesa di recarsi in Egitto
  • 300 cristiani di Gaza hanno potuto recarsi a Betlemme per la visita del Papa.

Striscia di Gaza

Testo completo del RapportoONU-OCHAoPt

riguardante il periodo: 20 – 26 maggio 2014

 Cisgiordania (West Bank)

Declino in scontri e feriti

Questa settimana ha visto una significativa riduzione del numero di lesioni personali derivanti da scontri tra palestinesi e forze israeliane: nel complesso 22 palestinesi sono stati feriti in vari incidenti, rispetto ai 64 della scorsa settimana e alla media settimanale di 42 dall’inizio del 2014.

La metà delle lesioni di questa settimana si è verificata durante scontri scoppiati nel corso di operazioni di ricerca-arresto. Uno di tali incidenti ha avuto luogo nel quartiere di Al ‘Isawiyya, in Gerusalemme Est, dove la polizia israeliana ha sparato proiettili di metallo rivestiti in gomma e gas lacrimogeni verso i palestinesi che lanciavano pietre contro di loro, ferendo nove residenti, compresi tre minori. Violenti scontri in questo quartiere, nel contesto delle operazioni di polizia e restrizioni di accesso, sono stati registrati negli ultimi mesi con cadenza quasi settimanale, con conseguente ferimento di 27 palestinesi dall’inizio del 2014.

Altri tre palestinesi sono stati feriti in scontri simili, durante operazioni di ricerca-arresto in Deir Nidham (Ramallah), in Seida (Tulkarem) e nel Campo Profughi di Balata (Nablus). In totale, questa settimana, le forze israeliane hanno effettuato almeno 70 operazioni di ricerca-arresto in tutta la Cisgiordania, durante le quali circa 100 persone sono state arrestate.

Ancora nella zona di Gerusalemme, vicino al quartiere di Kafr ‘Aqab, palestinesi si sono scontrati con le forze israeliane a protezione degli operai che svolgevano lavori di manutenzione della Barriera; cinque palestinesi, tra cui due minori, sono rimasti feriti da proiettili di arma da fuoco (3) e da proiettili di metallo gommato (2). Sebbene il quartiere di Kafr ‘Aqab si trovi all’interno del confine comunale di Gerusalemme dichiarato da Israele, è stato separato dal resto della città dalla Barriera, costringendo i residenti ad attraversare il checkpoint di Qalandiya per accedere a servizi e luoghi di lavoro e portando all’arresto virtuale della erogazione dei servizi comunali nel quartiere stesso.

Benché nella settimana siano continuate le proteste periodiche contro la Barriera, gli insediamenti colonici e le restrizioni di accesso, e alcune di esse abbiano innescato scontri con le forze israeliane, non sono stati segnalati feriti.

Altrove, due proteste, organizzate in solidarietà con i prigionieri palestinesi e tenute nel villaggio di Ar Ram (Gerusalemme) e presso il checkpoint di Beituniya (Ramallah), hanno portato a scontri con conseguente ferimento di due palestinesi.

Sempre in questa settimana, il portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani ha dichiarato che, secondo i primi risultati dell’inchiesta svolta, l’uccisione da parte delle forze israeliane di due ragazzi palestinesi durante una dimostrazione della scorsa settimana, vicino a Gerusalemme [vedere il Rapporto precedente], “possono essere considerate esecuzioni extragiudiziali in materia di Diritti umani nonché omicidi intenzionali ai sensi del Diritto umanitario internazionale”.

Il portavoce ha accolto l’apertura di un’inchiesta sull’incidente da parte della polizia militare dell’IDF [le Forze Armate Israeliane] ed ha chiesto che tale indagine sia pronta, completa, efficace, indipendente, imparziale e trasparente. Dal mese di aprile 2011, le indagini della polizia militare sono automaticamente aperte per la maggior parte dei casi che coinvolgono l’uccisione di civili palestinesi in Cisgiordania da parte di soldati israeliani; fino ad ora hanno portato ad una sola incriminazione.

 

Due palestinesi e un israeliano feriti in episodi di violenza correlati a coloni

Un totale di cinque incidenti coinvolgenti israeliani e coloni israeliani, con lesioni a palestinesi o danni alle loro proprietà, sono stati registrati nel corso della settimana, un numero leggermente inferiore alla media settimanale dall’inizio dell’anno (7). Cinque episodi addizionali, in Cisgiordania, hanno invece visto attacchi di palestinesi contro israeliani.

Due degli incidenti che hanno avuto palestinesi come obiettivo, si sono conclusi con ferimenti. Il 24 maggio, è stato segnalato che un colono che transitava in auto sulla strada 60, a Hebron, ha aperto il fuoco verso il campo profughi di Al Aroub, ferendo un uomo; le circostanze dell’incidente non sono chiare. In un altro incidente, in Gerusalemme Ovest, il 20 maggio, un operaio palestinese di Gerusalemme Est è stato fisicamente aggredito e ferito da un gruppo di ebrei ultra-ortodossi; la polizia israeliana, arrivata sul luogo, ha arrestato alcuni degli assalitori.

Il 20 e il 22 maggio, in due episodi in cui sono state colpite proprietà palestinesi, coloni israeliani hanno dato fuoco a 22 alberi e 20 sacchi di grano, vicino all’insediamento colonico di Revava (Salfit) e all’insediamento illegale di Mitzpe Yatir (Hebron), rispettivamente. Inoltre, coloni dell’insediamento illegale di Sde Boaz, a Betlemme, hanno fatto pascolare le loro pecore su un terreno di proprietà di residenti del villaggio palestinese di Al Khader, danneggiando 100 viti e mandorli.

In cinque episodi, nella settimana, palestinesi hanno lanciato pietre a veicoli israeliani, compresi autobus, che viaggiavano su strade della Cisgiordania, nei Governatorati di Hebron e Betlemme. Quattro degli incidenti hanno causato danni a veicoli ed uno ha causato il ferimento di una persona.

 Valle del Giordano: oltre 100 persone sfollate a causa di demolizioni ed esercitazioni militari

Durante la settimana, le autorità israeliane hanno demolito 40 strutture di proprietà palestinese in varie parti dell’Area C della West Bank, a motivo della mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele, sfollando 70 persone, di cui 38 minori, ed interessandone in modo diverso altre 23.

La maggior parte delle strutture (36) sono state abbattute in Abu al ‘Ajaj, area beduina della città di Al Jiftik (Governatorato di Jericho), nella Valle del Giordano. Le strutture demolite includevano dieci tende residenziali, 19 ripari per animali, un’unità per lo stoccaggio dei foraggi, un forno tradizionale in pietra, una cucina e un recinto. Dieci famiglie sono state sfollate ed altre tre colpite nelle proprietà. Inoltre, circa 4.000 ovini e 15 vitelli sono stati lasciati senza riparo.

Questa Comunità è la casa comune per circa 1.580 persone, ed occupa una delle quattro zone residenziali della città di Al Jiftlik (popolazione: circa 5.600 persone), la più grande comunità dell’Area C nella valle del Giordano. Questa città, che funge da centro di servizi per le Comunità vicine, è l’unica nella valle del Giordano ad avere uno specifico Piano Regolatore approvato nel 2005 dalle autorità israeliane.

Tuttavia, il Piano copre solo il 55% circa della popolazione esistente, rendendo la restante parte, comprese le persone colpite dalle demolizioni di questa settimana, vulnerabile ad ulteriori sfollamenti nonché a gravi restrizioni nello sviluppare reti di acqua potabile, elettricità e fognarie. Dall’inizio dell’anno, questa è la quinta volta in cui la Comunità di Al Jiftlik / Abu al ‘Ajaj subisce demolizioni che, complessivamente, hanno portato alla distruzione di 50 strutture ed allo sfollamento di 95 persone, tra cui 53 minori, alcune delle quali sono state sfollate più di una volta.

Ancora in questa settimana, due tende residenziali, fornite da una organizzazione umanitaria alla Comunità beduina di Khan al Ahmar in risposta alla demolizione ivi avvenuta la scorsa settimana, sono state smantellate e sequestrate dalla amministrazione civile israeliana. Le restanti due demolizioni di questa settimana includono un magazzino di 300 mq e l’ampliamento di una falegnameria nella Comunità di Al Khalayleh, nell’Area C del Governatorato di Gerusalemme, il 20 maggio.

Ancora nella Valle del Giordano, nella Comunità di Humsa al Buqai’a, nelle prime ore del mattino del 26 maggio, otto famiglie, comprendenti 62 persone, tra cui 27 minori, sono state temporaneamente sfollate dalle loro case per alcune ore, per far posto ad esercitazioni militari israeliane. La Comunità è situata in un’area chiusa, destinata all’addestramento militare israeliane, ovvero “zona per le esercitazioni a fuoco”. Tali aree comprendono circa il 18% della Cisgiordania e sono la casa per 38 piccole comunità di pastori in cui vivono circa 6.200 persone. 50 ulteriori comunità (12.200 persone) si trovano in prossimità di queste aree e dipendono dall’accesso ad esse per il loro sostentamento. Dall’inizio del 2012, le forze israeliane hanno effettuato 67 esercitazioni militari con conseguenti allontanamenti temporanei dei residenti, principalmente nella Valle del Giordano; molte delle famiglie colpite sono state sfollate più volte. Secondo un rapporto dei media israeliani di questa settimana, un alto ufficiale israeliano ha recentemente dichiarato che queste esercitazioni militari svolgono un ruolo nello spingere i palestinesi fuori dalle “zone per le esercitazioni a fuoco”.

 

 

Striscia di Gaza (Gaza Strip)

 

Cinque civili palestinesi feriti nei pressi della recinzione di confine

Nonostante la relativa calma in tutta la Striscia di Gaza – non ci sono notizie di raid aerei israeliani o di gravi scontri – cinque civili palestinesi sono stati colpiti e feriti dalle forze israeliane nell’ambito dell’applicazione delle restrizioni di accesso alle aree lungo la recinzione perimetrale di Gaza e sul mare. Un razzo, lanciato da gruppi armati palestinesi, è caduto in un’area disabitata del sud di Israele, senza provocare feriti o danni materiali.

Tra i feriti da arma da fuoco c’è un ragazzo di 16 anni che, mentre stava raccogliendo fieno per gli animali, a circa 400 metri dalla recinzione, è stato colpito alla schiena ed ha riportato una invalidità permanente.

Altri feriti sono: un bracciante che raccoglieva macerie a circa 100 metri dalla recinzione, il 25 maggio; un uomo che pescava dalla riva, nel nord della Striscia di Gaza, il 26 maggio; un uomo, presente a circa 300 metri dal recinto, ad est di Beit Lahiya, il 23 maggio.

Un agricoltore è stato colpito e ferito il 21 maggio, durante un’operazione di livellamento del terreno effettuata dalle forze israeliane all’interno di Gaza, mentre, secondo quanto riferito, stava lavorando la sua terra, a circa 400 metri dalla recinzione. Più tardi, un gruppo di palestinesi armati ha sparato colpi di mortaio verso le truppe che, secondo quanto riferito, hanno risposto con le armi da fuoco prima di ritirarsi dall’area; non sono stati segnalati feriti aggiuntivi.

In almeno cinque occasioni, in questa settimana, forze navali israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento verso barche da pesca palestinesi che si avvicinavano o avevano superato il limite di pesca di sei miglia nautiche dalla riva. Il 20 maggio, in uno degli episodi, due pescatori sono stati arrestati, la loro barca sequestrata e l’attrezzatura da pesca danneggiata.

 

Aggiornamento sui valichi per passeggeri controllati da Egitto ed Israele

Il 21 maggio, le autorità egiziane hanno chiuso nuovamente il valico di Rafah dopo l’apertura di tre giorni per consentire ai pellegrini di attraversare in entrambe le direzioni. Secondo l’Autorità di Confine e di Valico di Gaza, almeno 10.000 persone sono registrate ed in attesa di attraversare verso l’Egitto, compresi casi medici, studenti e titolari di visti per Paesi terzi.

Il 22 maggio, le autorità israeliane hanno rilasciato permessi di uscita per circa 600 abitanti cristiani di Gaza, tutti ultra 35enni, per andare da Gaza a Betlemme, in occasione della visita del Papa alla città. Solo la metà degli autorizzati ha effettivamente attraversato nel periodo indicato.

Un rapporto pubblicato in questa settimana dalla Organizzazione Mondiale della Sanità indica che, nel mese di aprile 2014, solo 7 pazienti di Gaza hanno potuto andare in Egitto per cure mediche attraverso il valico di Rafah, rispetto ai più di 4.400 del mese di aprile 2013. Dal luglio 2013, il valico è stato aperto dalle autorità egiziane in modo irregolare e per casi eccezionali, causando un calo significativo nel numero di viaggiatori che attraversano in entrambe le direzioni.

 

 

 

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