Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 1-7 aprile 2014

da | Apr 24, 2014 | Notizie, Rapporti Palestina OCHA

UNITED NATIONS –  Office for the Coordination of Humanitarian Affairs 

ocha

Office for the Coordination of Humanitarian Affairs

www.ochaopt.org

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati

Riguardante il periodo:   1 – 7 aprile 2014

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono infor-mazioni, corredate da dati numerici e grafici statistici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori pa-lestinesi occupati.

ð  sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti, escludendo i dati statisti-ci ed i grafici. Nella prima pagina viene presentato uno stringato riassunto degli eventi settimanali descritti nel Rapporto.

ð  sono scaricabili dal sito Web della Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, alla pagina:

https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

Riassunto

Cisgiordania

  • In diminuzione il numero di palestinesi feriti dalle forze israeliane: 18 in questa settimana (9 da proiettili di arma da fuoco). Di questi: 12 a Beituniya, in manifestazioni di solidarietà ai detenuti nelle carceri israeliane; 1 a Huwara per lancio di una bottiglia molotov contro Jeep militare israeliana.
  • 9 gli incidenti correlati ai coloni, con 6 palestinesi feriti e 835 ulivi danneggiati da coloni degli insediamenti di Neve Daniel Nord, Susiya, Qedumim e Yitzhar.
  • A Gerusalemme, un colono israeliano è stato colpito con pietre; riferiti lanci di pietre e di una bottiglia molotov contro veicoli di coloni presso Gerusalemme e Ramallah.
  • 50 strutture demolite (oltre la metà nella Valle del Giordano) e 200 palestinesi coinvolti in Area C. Aumentato, negli ultimi anni, il numero di sfollati a causa delle demolizioni (279 nel 2012, 590 nel 2013).
  • Lanci di razzi palestinesi verso il sud di Israele (nessun danno) e 10 incursioni aeree delle forze israeliane: 2 feriti e danni ad abitazioni, automobili e botteghe.
  • Continuano le restrizioni imposte da Israele all’accesso dei palestinesi alle aree vicine [300 metri] alla recinzione di confine con Israele, nonché alle zone di pesca oltre le sei miglia nautiche dalla riva.
  • Il valico di Rafah (verso l’Egitto) rimane chiuso per i casi umanitari. Migliaia le persone bloccate in attesa di transito.
  • Transiti regolari ai valichi di Erez e di Kerem Shalom (unico valico commerciale tra Gaza e Israele).
  • Carenza di carburante ed interruzioni di energia elettrica riducono i servizi di acqua potabile, trattamento delle acque reflue, servizi sanitari.

Striscia di Gaza

Testo completo del Rapporto ONU-OCHAoPt

riguardante il periodo:  1 – 7 aprile 2014

 Cisgiordania (West Bank)

 Diminuiscono gli scontri con le forze israeliane ed il numero di feriti

Durante il periodo di riferimento c’è stata una significativa riduzione del numero di feriti palestinesi: quasi due terzi in meno rispetto alla scorsa settimana (52 feriti). In questa settimana,18 palestinesi sono stati feriti dalle forze israeliane, tra cui nove da proiettili di arma da fuoco.

 Dodici dei ferimenti di questa settimana sono avvenuti a Ramallah, il 4 aprile, in scontri con le forze israeliane durante una manifestazione tenuta nei pressi del checkpoint di Beituniya, in solidarietà con i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Sei dei ferimenti sono stati causati da proiettili di arma da fuoco, due da proiettili di metallo gommato, uno da un candelotto di gas lacrimogeno e tre lesioni causate da inalazione di gas.

 Altri tre palestinesi sono stati colpiti da proiettili di arma da fuoco, tra cui un ragazzo 13enne e un uomo, feriti in scontri con le forze israeliane agli ingressi del villaggio di An Nabi Saleh e Silwad rispettivamente (entrambi in Ramallah); un altro palestinese è stato colpito dopo aver lanciato una molotov ad una jeep militare israeliana nel villaggio di Huwara (Nablus).

 Gli altri tre palestinesi sono stati feriti in scontri avvenuti nei Campi Profughi di Ayda (Betlemme) e di Balata (Nablus) e nella città di Al ‘Eizariya (Gerusalemme).

Nel 2013, il numero di palestinesi feriti da proiettili di arma da fuoco ammonta al 4% del totale dei feriti, contro il 2% nel 2012.

 Sei palestinesi feriti e centinaia di ulivi danneggiati da coloni israeliani

In questa settimana gli incidenti correlati ai coloni sono stati nove ed hanno causato lesioni a palestinesi o danni alle loro proprietà.

 In un incidente, il 4 aprile, sei palestinesi, tra cui due ragazzi di 17 anni e due donne, sono stati feriti in uno scontro con coloni israeliani in Sheikh Jarrah, zona di Gerusalemme Est. Lo scontro è scoppiato dopo che i coloni israeliani, in viaggio per visitare una tomba nella zona, avevano lanciato pietre a veicoli e case palestinesi. Le forze israeliane, intervenute, hanno allontanato i coloni ed arrestato due dei palestinesi feriti.

 Durante la settimana ci sono stati otto attacchi condotti da coloni contro proprietà palestinesi. Cinque di questi attacchi hanno riguardato il danneggiamento di circa 835 ulivi e pianticelle di ulivo: secondo quanto riferito, in due episodi separati avvenuti il 4 e 5 aprile, 600 ulivi sono stati sradicati e alcuni rubati da coloni dell’insediamento illegale di Neve Daniel Nord (Betlemme); il 6 aprile, circa 150 ulivi sono stati sradicati, stando a quanto riferito, da coloni dell’insediamento di Susiya; ancora il 6 aprile sono stati scoperti 35 ulivi danneggiati vicini all’insediamento colonico di Qedumim (Qalqiliya); mentre il 5 aprile, nei pressi dell’insediamento colonico di Yitzhar (Nablus), sono state sradicate e rubate 50 pianticelle di ulivo. Negli altri tre incidenti, coloni hanno danneggiato due veicoli con targa palestinese, uno a Ramallah, colpendolo con pietre mentre viaggiava sulla Strada 60, e l’altro nei pressi di una casa nel villaggio di Jalud (Nablus). In Hebron, coloni hanno ucciso una pecora e ne hanno ferito un’altra.

 Sempre in questa settimana, nella Città Vecchia di Gerusalemme, un colono israeliano è stato colpito con pietre e ferito; l’autore rimane sconosciuto. Sono stati riferiti alcuni casi di lancio di pietre e di una bottiglia molotov da parte di palestinesi contro coloni che stavano guidando nei Governatorati di Gerusalemme e di Ramallah; in alcuni di tali casi sono stati provocati danni ai veicoli.

 Ondata di demolizioni colpisce oltre 200 persone

Durante la settimana, le autorità israeliane hanno demolito un totale di 50 strutture in tutta l’Area C della West Bank a causa della mancanza dei permessi rilasciati da Israele. Le demolizioni hanno causato lo sfollamento di 93 persone, la metà delle quali minori, e ne hanno colpite altre 118. Il 2 aprile, in At Tur, a Gerusalemme Est, una roulotte residenziale è stata auto-demolita dal suo proprietario, provocando lo sfollamento di quattro persone.

 Oltre la metà delle demolizioni di questa settimana sono state effettuate il 1 aprile nella Valle del Giordano ed hanno riguardato le comunità pastorizie di Humsa al Buqai’a (14 strutture), di Al Ja’wana (13), di Jiftlik/Abu al ‘Ajaj (2) e di Husma al Basaliya (1). Queste demolizioni portano il numero totale di strutture demolite e persone sfollate nella Valle del Giordano dall’inizio dell’anno, ad oltre 130 e 250 rispettivamente.Sedici (16) delle strutture interessate erano state fornite da donatori. Demolizioni e sfollamenti nella Valle del Giordano sono aumentati drammaticamente negli ultimi anni, con il numero di sfollati più che raddoppiato dal 2012 al 2013 (da 279 a 590).

Nel complesso, le demolizioni fatte nella Valle del Giordano hanno costituito, nel 2013, il 60% circa del totale delle demolizioni praticate in Area C.

 Inoltre, nella settimana, quattro abitazioni e 13 strutture di sostentamento sono state demolite nelle comunità beduine di At Tuwani (Hebron), di Jabal al Baba e Khan al Ahmar-Mithawish (entrambe nel Governatorato di Gerusalemme), nella città di Tulkarem e nella città di Barta’a Ash Sharqiya (Jenin), che si trovano nella zona racchiusa tra la Barriera e la Linea verde.Come conseguenza sono state sfollate 39 persone ed è stata influenzata la sussistenza di altre 84.In aggiunta, le forze israeliane hanno emesso ordini demolizione e di arresto-lavori nei confronti di almeno dieci strutture abitative (per la maggior parte fornite da donatori) nelle comunità beduine di Khan al Ahmar-Mithawish, di Mikhmas, di Kasarat e di Nkheilah, tutte nel Governatorato di Gerusalemme.

 Ancora in questa settimana, una ventina di famiglie palestinesi (circa 120 persone, tra cui 70 minori) della comunità pastorizia di ‘Ibziq, nel nord della Valle del Giordano (Tubas), sono state forzatamente evacuate dalle loro case, per alcune ore, per far posto ad una esercitazione militare israeliana nella zona.

Striscia di Gaza (Gaza Strip)

 Feriti a Gaza due palestinesi, di cui un bimbo di quattro mesi

Dopo quasi due settimane in cui non si erano registrati attacchi aerei di Israele sulla Striscia di Gaza, la tensione tra forze israeliane e gruppi armati palestinesi ha visto un certo incremento. In questa settimana, secondo quanto riferito, le forze aeree israeliane hanno condotto almeno 10 incursioni aeree a seguito del lancio di un razzo palestinese verso il sud di Israele. Due feriti, tra cui un bimbo di quattro mesi, sono stati segnalati il 4 aprile, quando un missile israeliano ha colpito terreni agricoli a nord del Campo di Nuseirat, causando danni a porte, finestre e tetti di circa 20 case vicine: fonti israeliane hanno riferito che l’aviazione israeliana aveva come obiettivo una installazione militare di Hamas nella zona. Il 4 ed il 6 aprile, in tre episodi separati, automobili e botteghe di artigiani sono state danneggiate da attacchi aerei a Jabaliya, oltre ad un pozzo d’acqua agricolo ed altre infrastrutture distrutti ad est di Beit Hanoun. Anche alcuni razzi sono stati lanciati da gruppi armati palestinesi verso il sud di Israele; non sono stati segnalati feriti o danni a cose.

 Le forze israeliane hanno continuato nell’imporre le restrizioni sull’accesso dei palestinesi alle aree vicine alla recinzione tra la Striscia di Gaza e Israele, nonché sulle zone di pesca oltre le sei miglia nautiche (NM) dalla riva.

In almeno due occasioni, in questa settimana, le forze israeliane hanno sparato colpi di avvertimento e gas lacrimogeni verso palestinesi che raccoglievano ghiaia nella ex zona industriale di Erez, costringendoli ad allontanarsi. Inoltre, il 2 aprile, a nord di Beit Lahiya, tre palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane mentre tentavano di passare in Israele attraverso la recinzione. Nella stessa zona, in almeno quattro occasioni, carri armati e bulldozer israeliani sono entrati per circa 200 metri all’interno della Striscia ed hanno svolto operazioni di livellamento del terreno. Il 7 aprile, durante una operazione di livellamento del terreno, i carri armati israeliani hanno colpito e fatto saltare un ordigno esplosivo collocato vicino alla recinzione da gruppi armati palestinesi. Non sono stati segnalati feriti.

 Similmente, ancora nella settimana, in almeno 11 occasioni le forze navali israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento verso barche palestinesi che si avvicinavano o avevano superato il limite di pesca di sei miglia nautiche dalla riva; non sono stati segnalati feriti. Durante uno degli episodi, il 3 aprile, le forze navali israeliane hanno sequestrato una barca palestinese che, secondo quanto riferito, si trovava a circa quattro miglia nautiche dalla riva, ad ovest del Campo Profughi di Al Shata. La barca si trova ancora sotto custodia israeliana.

 Il valico di Rafah rimane chiuso per i casi umanitari

Il 6 e 7 aprile, il valico di Rafah è stato aperto appositamente per la partenza dei pellegrini di Gaza e l’ingresso di viaggiatori bloccati sul lato egiziano del valico. Circa 791 pellegrini hanno lasciato la Striscia di Gaza e 428 persone vi sono entrate durante i due giorni. L’ultima volta che il valico venne aperto per il transito dei casi umanitari fu il 31 marzo 2014; da allora, le autorità egiziane non hanno permesso l’ingresso in Egitto ai palestinese, nemmeno a quelli appartenenti alle quattro categorie di viaggiatori precedentemente classificate come casi umanitari.

 Secondo l’Autorità di Confine e di Valico di Gaza, nonostante i tre giorni di apertura della scorsa settimana (29, 30 e 31 marzo), migliaia di persone, tra cui casi medici, studenti e titolari di visti per Paesi terzi, sono bloccati a Gaza a causa della limitatezza degli orari ed i lunghi ritardi dell’apertura per l’attraversamento in Egitto.

 In questa settimana i valichi di Erez e di Kerem Shalom con Israele hanno continuato le operazioni di routine in modo simile alla settimana precedente. Tra il 30 marzo ed il 5 aprile circa 1.014 camion carichi di merci sono entrati in Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom. Tale volume di merci è superiore del 5% circa rispetto alla media settimanale di merci entrate dall’inizio del 2014 (963 camion/settimana). Kerem Shalom è l’unico valico commerciale operativa tra Gaza e Israele, in seguito alla chiusura degli altri tre valichi commerciali tra il 2008 ed il 2011.

 Continua la carenza energetica in Gaza

Tra il 25 e il 31 marzo, all’incirca 1.149.029 litri di carburante sono entrati in Gaza per la Centrale elettrica, permettendo all’impianto di funzionare a potenza ridotta (60 MW), con interruzioni programmate di energia elettrica fino a 12 ore/giorno. Le interruzioni di energia elettrica continuano a sconvolgere la vita quotidiana all’interno di Gaza, in particolare l’accesso a servizi di base come acqua potabile, trattamento delle acque reflue e servizi medici.

 La quantità di combustibile giornaliero destinato alla Centrale elettrica ed autorizzato ad entrare in Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom è sufficiente solo per alimentare le operazioni quotidiane della Centrale (operando al 50% della sua piena capacità) e non consente di costituire una riserva. La chiusura del valico di Kerem Shalom per le festività ebraiche della prossima settimana potrà far mancare il carburante e costringere la Centrale a spegnere completamente l’impianto se un’adeguata riserva di carburante non verrà resa disponibile nei prossimi giorni.

 

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