Campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi

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Dichiarazione di Robben Island. Lancio della Campagna mondiale per la liberazione di Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi

 Sudafrica, 27 ottobre 2013 – “Noi, i firmatari, affermiamo la nostra convinzione che la libertà e la dignità sono l’essenza della civiltà.

Persone di tutto il mondo e nel corso della storia si sono levate in difesa della loro libertà e della loro dignità contro il dominio coloniale, l’oppressione, l’apartheid e la segregazione.

Generazioni di uomini e donne hanno fatto grandi sacrifici per forgiare valori universali, difendere le libertà fondamentali e far progredire il diritto internazionale e i diritti umani.

Non vi è un rischio maggiore per la nostra civiltà che abbandonare questi principi e consentire irresponsabilmente la loro violazione e negazione. Il popolo Palestinese ha lottato per decenni per la giustizia e la concretizzazione dei propri diritti inalienabili. Tali diritti sono stati più volte ribaditi da innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite. 

Valori universali, legislazione internazionale e diritti umani non possono fermarsi alle frontiere. Né è possibile ammettere che si usino due pesi e due misure, e devono essere applicati anche in Palestina. 

Questa è la strada da seguire per una pace giusta e duratura nella regione, a beneficio di tutti i suoi popoli.

 L’applicazione di questi diritti comporta la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi, in quanto la loro prigionia altro non è che un riflesso della pluridecennale privazione della libertà che il popolo palestinese ha subito e continua a sopportare. 

Centinaia di migliaia di palestinesi sono stati imprigionati a un certo punto della loro vita, in uno dei più eclatanti esempi di detenzione di massa che mirano a distruggere il tessuto nazionale e sociale del popolo occupato, e a spezzare la sua volontà di raggiungere la libertà. Migliaia di prigionieri politici palestinesi ancora oggi languono nelle carceri israeliane. Alcuni prigionieri palestinesi hanno trascorso oltre 30 anni nelle carceri israeliane, cosa che fa di Israele la potenza occupante responsabile dei più lunghi periodi di detenzione politica nella storia recente.

Il trattamento dei prigionieri palestinesi dal momento del loro arresto, durante gli interrogatori e il processo, nonché durante la loro detenzione, viola le norme e gli standard previsti dalla legge internazionale. Queste violazioni, tra cui l’assenza di garanzie fondamentali per un giusto processo, il ricorso alla incarcerazione arbitraria, il maltrattamento dei prigionieri e l’uso della tortura, il disprezzo per i diritti dei bambini, la mancanza di assistenza sanitaria per i detenuti malati, il trasferimento dei detenuti nel territorio dello stato occupante e le violazioni del diritto di ricevere visite, così come l’arresto di rappresentanti eletti, richiedono la nostra attenzione e il nostro intervento. 

Tra questi prigionieri, un nome è emerso a livello nazionale e internazionale come fondamentale per l’unità, la libertà e la pace. 

Marwan Barghouti ha trascorso un totale di quasi due decenni della sua vita nelle carceri israeliane, tra cui gli ultimi 11 anni. È il prigioniero politico palestinese più importante e rinomato, un simbolo della missione del popolo palestinese per la libertà, una figura che unisce e un sostenitore della pace basata sul diritto internazionale.

Tenendo presente come gli sforzi internazionali portarono alla liberazione di Nelson Mandela e di tutti i prigionieri anti-apartheid, riteniamo che la responsabilità morale giuridica e politica della comunità internazionale di assistere il popolo palestinese nella realizzazione dei loro diritti deve contribuire a garantire la libertà di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri politici palestinesi.

  Cosa chiediamo ?

 Chiediamo, quindi, e ci impegnamo ad agire per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi. Fino al loro rilascio, i prigionieri palestinesi, come sancito dal diritto internazionale umanitario e le leggi in materia di diritti umani, devono beneficiare dei loro diritti e le campagne di arresti devono cessare.

Uno dei più importanti segni della disponibilità a fare la pace con il tuo avversario è la liberazione di tutti i suoi prigionieri politici, un potente segnale di riconoscimento dei diritti di un popolo e delle sue naturali rivendicazioni della propria libertà. E’  il segnale di inizio di una nuova era, in cui la libertà aprirà la strada per la pace. Occupazione e pace sono incompatibili.

 L’occupazione, in tutte le sue manifestazioni, deve terminare, in modo che la libertà e la dignità possano prevalere. La libertà deve prevalere perché il conflitto cessi e perché i popoli della regione possano vivere in pace e sicurezza.”

 Dalla prigione di Robben Island, cella di Mandela il 27 Ottobre 2013

Alla presenza di Fadwa Barghouti, Ahmed Qatrhada, Majed Bamiah, Neesham Bolton, Luisa Morgantini, Qaddura Fares, Francis Sahar, Ahmed El Azzam, ex-prigionieri sudafricani, rappresentanti palestinesi ed attivisti sudafricani.

Un Comitato internazionale di alto livello è stato costituito  per il sostegno alla campagna internazionale

Il 27 Ottobre a Robben Island, i lavori sono iniziati con la sottoscrizione della Dichiarazione di  Robben Island  che chiede la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri politici palestinesi .

La dichiarazione è stata sottoscritta nella cella della prigione di Nelson Mandela.  I primi  firmatari sono stati gli ex prigionieri politici di Robben Island,  Ahmed Kathrada e il membro del  Congresso Pan Africano Kwedie Mkalipi, insieme a  Fadwa Bargohouti, moglie di Marwan Barghouthi.

Dopo la sottoscrizione della dichiarazione, è stato annunciato l’appoggio di un Comitato Internazionale di alto livello i cui membri includono:

 Ahmed Kathrada – Fondatore  del Comitato Internazionale ad alto livello, figura storica del movimento anti- apartheid, ex prigioniero per 26 anni, nonché  già consulente per gli affari parlamentari del presidente Mandela, già presidente del consiglio del Museo di Robben Island.

Angela Davis – ex prigioniera politica, icona del movimento per i diritti civili, USA,

Win Tin – ex prigioniero politico e detentore del premio mondiale dell’UNESCO per la libertà di stampa, Burma.

John Bruton – ex  Primo Ministro in  Irlanda, impegnato nei negoziati di pace  nell’Irlanda del Nord, già Vice Presidente del Partito Popolare Europeo ed ex Ambasciatore dell’Unione Europea a Washington, Membro del gruppo degli ex Leaders Europei.

Lena Hjelm-Wallén – ex vice  Primo Ministro e  Ministro degli Esteri in Svezia,  Presidente  dell’Istituto Internazionale per la Democrazia e Assistenza all’Elettorato, Membro del gruppo degli ex Leaders Europei,

Christiane Hessel, moglie di Stéphane Hessel  –  partigiano francese contro l’occupazione nazista ed ex  Ambasciatore, scrittore e figura storica per i diritti umani, autore del best seller mondiale ”Indignez-vous”.

Vescovo Desmond Tutu – premio Nobel per la pace, South Africa

Jody Williams –  premio Nobel per la pace, USA

Adolfo Pérez Esquivel – Nobel per la pace, Argentina

José Ramos Horta – ex Presidente di Timor Est, premio Nobel per la pace

Mairead Maguire – premio Nobel per la pace, Irlanda del Nord

 Nel suo intervento durante l’evento di Robben Island, Kathrada ha dichiarato che la sua speranza è che questa campagna  superi la campagna di “Mandela libero” da lui lanciata molti anni or sono.

“Robben Island è il luogo dove tutti noi reiteriamo il nostro appoggio alla causa palestinese   e, dove, ancora una volta, invochiamo  il nostro chiaro e urgente appello per il rilascio di Marwan Barghouthi e di tutti e prigionieri politici palestinesi. Questo luogo una volta tenne prigionieri alcuni dei futuri leaders di un democratico e libero Sud Africa. Ora da questo luogo  risuona l’appello per la liberazione di leaders politici incarcerati, fautori dell’unificazione del popolo palestinese.”

 Kathrada ha anche invocato la pressione mondiale contro Israele.  “Proprio come il Sud Africa con la sua politica dell’ apartheid fu isolata, noi vogliamo che  Israele sia  isolato dal mondo civile,”  ha detto.

 Fadwa ha letto un  messaggio scritto dal marito nella cella della  prigione di Hadarim, in cui egli si appella alla comunità internazionale per agire sulla questione dei diritti umani. “La comunità internazionale  ha l’obbligo  politico, morale e legale di agire  nella difesa della giustizia, appoggiando le leggi internazionali e i diritti umani. Questa è la responsabilità dei governi, dei rappresentanti eletti, delle organizzazioni per i diritti umani, dei movimenti della società civile, dei sindacati, e dei singoli cittadini.”

 L’arcivescovo Desmond Tutu, che fa parte del Comitato Internazionale, ha inviato un messaggio di solidarietà. “Unisco la mia voce a quelle del sig. Kathrada e della signora  Baghouthi e a tutte le voci in giro per il mondo che invocano  Israele perché faccia un passo indietro dal precipizio della divisione e del pregiudizio e liberi i prigionieri politici. La loro liberazione libererà anche voi israeliani,” ha detto.

Marwan Barghouthi  è stato il primo membro del Consiglio Legislativo palestinese ad essere arrestato da Israele. Ha passato oltre dieci anni in prigione rifiutandosi di essere messo in libertà   condizionale  fino a che tutti i prigionieri palestinesi non siano liberati. Egli è generalmente conosciuto come il  “Mandela del popolo palestinese”.

Gli attivisti  per i diritti umani Selvan Chetty, ed il consigliere ANC  Mr Sbu Danca, erano presenti all’evento storico tra i pochi ben selezionati attivisti Sud Africani ed internazionali come Luisa Morgantini, già Vice Presidente del Parlamento Europeo e Presidente di AssoPacePalestina. Ognuno di loro ha sottoscritto la dichiarazione originale davanti a Fadwa Bargouthi  ed Ahmed Kathrada.

 (Fonte:  Alleanza per la Solidarietà alla Palestina – Sud Africa) 

Prime adesioni : Arci, Fiom – Cgil, C.G.I.L., Libera, Comunità Palestinese in Italia, Associazione Italia – Palestina, Un Ponte per, Associazione Per la Pace, Rete Romana di solidarietà con il popolo palestinese, Restiamo Umani con Vick, Ass.Amici Mezzaluna Rossa, Donne in Nero, Rete Radie Resh, Pax Christi, CIPSI, rivista Solidarietà Internazionale

 

 

 

 

 

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  1. Radio Onda d'Urto » PALESTINA: ISRAELE NON RILASCERA’ I PRIGIONIERI POLITICI. CHE SENSO HANNO I NEGOZIATI DELL’ANP? - marzo 28, 2014

    […] Israele non rilascerà la quarta tranche di prigionieri politici palestinesi, disattendendo così gli accordi presi con Anp, Usa e Ue che prevedevano la liberazione entro fine marzo 2014 di alcune decine di prigionieri sul centinaio complessivo concordati nel 2013: comunque una goccia nel mare dei cinquemila palestinesi ancora nelle galere israeliane, nonostante scioperi della fame e mobilitazioni internazionali, anche in Italia. […]

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