Benvenuto Bab Al Shams, la porta del sole – nuovo villaggio palestinese nella zona E1‏

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Oltre 200 palestinesi organizzati dai Comitati Popolari, hanno fondato un nuovo villaggio nella zona E1, occupata da Israele,e l’ hanno chiamato “Porta al Sole”,  Bab Al Shams  in arabo a Gerusalemme est.   

AssopacePalestina fa appello all’ Unione Europea, ai diplomatici,  perché difendano questo luogo dalle aggressioni militari israeliane.

In Italia, dal 20 al 28 Gennaio,  Abdallah Abu Rahme, coordinatore dei Comitati Popolari per la resistenza nomnviolenta palestinese

In questi giorni di freddo gelido, hanno sistemato tende e posto tutte le attrezzature necessarie per un soggiorno nella zona fino a quando il villaggio non verrà costruito. I soldati avrebbero voluto evacuarli ma la Corte Penale Israeliana a dato 6 giorni di tempo. In una dichiarazione rilasciata da loro, gli attivisti hanno scritto:

 

“Noi figli della Palestina, provenienti da tutte le parti della patria, dichiariamo  la creazione del villaggio Porta del Sole, come scelta del popolo palestinese e senza il permesso dell’occupazione israeliana. Non abbiamo bisogno dell’autorizzazione di nessuno perché questa è la nostra terra ed è nostro diritto costruire e rimanere su di essa. Abbiamo deciso di stabilire il nostro villaggio su questa cosiddetta zona E1 in cui l’occupazione ha annunciato di voler costruire 4.000 unità abitative per gli israeliani,  perché non rimarremo più in silenzio di fronte agli insediamenti e alla colonizzazione continua della nostra terra” .

“Noi crediamo nell’azione e nella resistenza non violenta e siamo sicuri che il nostro villaggio si sostengano con forza fino a quando i legittimi proprietari faranno valere i propri diritti sulla loro terra”.

 

Gli attivisti dicono che il nome del villaggio è stato ispirato dal libro  del  romanziere libanese  Elias Khoury “Porta del Sole “, che racconta la storia della Palestina.

“Porta del sole è la porta verso la liberazione e la fermezza” si dice nella  dichiarazione letta al momento dell’insediamento dei palestinesi: “E’ la nostra porta di Gerusalemme è la nostra porta per tornare”, sostenendo  che Israele ha imposto, per decenni :  ingiustizia, prepotenza  ed esproprio  sul territorio palestinese, tutto protetto dal silenzio internazionale.

 “È il momento di cambiare le regole del gioco, noi siamo i legittimi proprietari della terra e noi vogliamo decidere e agire sul nostro territorio”.

 

Gli “abitanti del villaggio” hanno invitato tutti il popolo palestinese, in tutte le sue parti sociali e politiche, di aderire e partecipare agli eventi e alle attività che si svolgeranno alla “Porta del Sole”  nel corso dei prossimi giorni tra serate culturali, film e sessioni di discussione.

 

Queste sono le dichiarazioni lette da Abdallah Abu Rahme, di Bil’in,  coordinatore dei Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta palestinese che sarà con noi in Italia dal 20 al 28 Gennaio , per raccontare dell’esperienza di questi comitati e del perché il popolo palestinese “si rifiuta di morire in silenzio”. Il soggiorno di Abdallah Abu Rahme sarà così suddiviso: giorno 21 Roma – 22 Firenze – 23 Pisa – 24 Genova – 25 Como – 26 e 27  Val di Susa. Per info:lmorgantini@assopace@gmail.com – tel. 3483921465

 

L’ Associazione per la Pace, ASSOPACE PALESTINA sostiene fin dal loro inizio la lotta dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta palestinese, contro il muro e l’occupazione militare e tanto più questa azione che afferma nei fatti il diritto dei palestinesi decidere dove e cosa costruire sul proprio territorio. La creazione del villaggio nelle tende non è nuova Nakba, ma segna invece la rinascita e il rifiuto della politica coloniale e di esproprio messa in atto dal governo israeliano

 

Assopace Palestina chiede e invita invita i rappresentati dell’Unione Europea a salvaguardare  questo villaggio recandosi in visita alla “Porta del sole” per proteggerlo dalle aggressioni dell’esercito israeliano con la presenza civile e umana degli osservatori dei paesi europei e con la volontà di dare una possibilità alla pace e al rispetto dei diritti umani in questo angolo del Medioriente.

Si invita inoltre l’Unione Europea di fornire gli aiuti  di prima necessità, inviando, coperte, materassi, kerosene e vettovaglie, onde consentire al nuovo insediamento una vita decente, nei lunghi mesi che saranno necessari per la sua costruzione.

Si invitano tutti gli aderenti e simpatizzanti ad ASSOPACE PALESTINA  e tutte le associazioni e organizzazioni che operano a favore del diritto del popolo palestinese alla libertà, di attivarsi per il sostegno ai Comitati Popolari, sollecitare i media a parlarne, e ad inviare lettera ai propri rappresentanti diplomatici e di governo  per impedire che Israele spazzi via questa straordinaria prova di coraggio, creatività e bisogno di libertà.

 

Benvenuta Bal al Shams, Benvenuta Porta del Sole.

 

Luisa Morgantini

Già Vice Presidente del Parlamento Europeo

Portavoce ASSOPACEPALESTINA

Info. lmorgantiniassopace@gmail.com

Tel. 348392146 – 0775226585

Palestinian activists set-up protest tents in E1 settlement area

People from villages in the occupied West Bank near Jerusalem
pitched tents on Friday on the land Israel has earmarked for a new
urban settlement, looking to preserve the area for an independent
Palestinian state. (Reuters/Ammar Awad)
BETHLEHEM (Ma’an) — Hundreds of Palestinian activists set up protest tents on Friday in the controversial E1 corridor area near Jerusalem as part of the non-violent resistance movement against Israel’s occupation, a local group said.

Said Abdullah Abu Rahma, the coordinator of the Popular Committee against the Wall and Settlements in Bilin, told Ma’an that Palestinian activists had set up the village of Bab al-Shams, or ‘Gate of the Sun’, in protest against Israeli settlements.

“We will not be silent while settlements and the colonization of our land continues, and confirm that the village will endure until the rightful owners of the land are installed,” Abu Rahma said.

Over 25 tents and a medical clinic have been set-up in the E1 area by protestors from all over the West Bank.

The name of the village was inspired by Lebanese author Elias Khoury’s novel, which tells the story of Palestinian refugees in Lebanon.

“Israel has imposed facts on the ground for decades amid the silence of the international community, and the time has come to change the rules of the game, we are owners of this land and we will impose the reality on the ground,” Abu Rahma said.

Although there was no immediate response from the Israeli authorities, police and soldiers in the past have moved quickly to shut down any such spontaneous Palestinian camps

In December, Israel announced plans to build some 3,000 settler homes in the E1 corridor near Jerusalem, drawing widespread international condemnation.

Britain, France and several other European countries summoned Israeli envoys to protest the plan, while President Mahmoud Abbas called the E1 area “a red line that cannot be crossed.”

Construction in E1 would divide the West Bank and make the creation of a contiguous Palestinian state – as envisaged by the internationally backed two-state solution to the Palestinian-Israeli conflict – almost impossible.

Settlement building is illegal under international law.

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