Risposta di Luisa Morgantini all’articolo di Fabio Nicolucci

Luisa Morgantini risponde all’articolo di Fabio Nicolucci  pubblicato sul Messaggero  e Il Mattino di giovedì 22 novembre 2012

Fabio, questa volta il tuo articolo è davvero troppo.

Smettila di cercare di salvare ciò che non è possibile, guarda i fatti e cerca dentro di te l’onestà morale e intellettuale che ti meriti.
Condanno ed ho sempre condannato le azioni verso la popolazione civile israeliana, non solo perchè uccide o può uccidere, ma perchè disumanizza anche chi compie questo azioni.
Ma per favore, la vedi o no la continua colonizzazione dei territori occupati nella Cisgiordania, li vedi o no i coloni fanatici che sparano ai contadini palestinesi che vanno a raccogliere le olive o che rubano o uccidono i greggi, li vedi o no i soldati che sparano a bruciapelo su manifestanti dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta, che incarcerano ragazzini, sottoponendoli a torture e vessazioni, potrei continuare all’infinito, ma queste cose non puoi non saperle o vederle, ti basta cliccare su google o leggere qualche report di BetSelem, o leggere Gideon Levy e altri israeliani, non dico Ilan Pappe perchè è esagerato anche per me.
Insomma scusami, ma una persona come te che ha e può avere tutte le informazioni possibili e scrivi le cose che scrivi, può essere solo incapace di accettare la realtà: Israele e per fortuna non tutti gli Israeliani,  non vuole nessun riconoscimetno dello Stato Palestinese sui territori del 67, vuole quella terra.
Hamas per quel che mi riguarda è l’altra faccia di Israele e non inorridire, non vedo differenza tra i fanatici coloni che aggrediscono i bambini ad At Tuwani, Barack che ha ucciso con le sue mani militanti palestinesi,
e i vari ministri israeliani che ogni volta bombardano e uccidono e distruggono.
Certo gli  Israeliani hanno paura e la loro paura ha ragioni di esistere per la vergogna e l’orrore non solo dell’olocausto ma delle discriminazioni subite nei secoli, ma per favore basta con queste giustificazioni.
Oggi sono contenta che il Parlamento Europeo abbia votato per il ricsonocimento dello stato di Palestina come osservatore all’ Onu. E sono certa che se la comunità Internazionale dicesse adesso basta ad Israele chiedendo il rispetto della legalità internazionale e la fine dell’occupazione forse non sarebbe più la morte e la disperazione  a scadnireil temnpo in quell’area.
Sono tornata ieri dai territori occupati, ero all’ospedale con la famiglia e gli abitanti del villaggio di Nabi Saleh, quando è morto Rushdi, ucciso da una pallottola di un soldato israeliano che per un lungo tempo non ha permesso alla famiglia di raccoglierlo da terra e portarlo all’ ospedale. Rushdi non era un terrorista, faceva parte del comitato del villaggio che insieme a israeliani e internazionali manifestano ogni Venerdi, questa volta era Sabato ed alcuni ragazzi manifestavano contro l’attacco a Gaza ed hanno tirato delle pietre,  Rushdi voleva solo che la fonte d’acqua del suo villaggio fosse liberata e non sequestrata dalla colonia di Halamish, dove non ci vivono ebrei sopravvissuti all’olocausto ma fanatici che arrivano da Brooklin o dalla Francia e che considerano gli arabi palestinesi dei “vermi”.
Non pensare però che la mia lettera sia dettata dal dolore e dalla rabbia, ti ho detto dei fatti.
Riesco a contenere, non il bisogno di giustizia, ma la rabbia  solo perchè condivido con parecchi e parecchie israeliane dei combattenti per la pace, dei refusnik, delle donne della coalizione per la pace, dei padri e madri israeliane che hanno avuto anche figli uccisi da attentati suicidi, il dolore ma anche la lotta comune per la libertà e la dignità di tutti e tutte.
Luisa Morgantini
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