Lettera di Luisa Morgantini a Zakaria Zubeidi del Freedom Theatre di Jenin

Il 9 settembre 2012 Zakaria Zubeidi, cofondatore insieme a Juliano Mer Khamis  del Freedom Theatre di Jenin, ha annunciato lo sciopero della fame e della sete all’interno del carcere dell’ Autorità Palestinese dove è rinchiuso da quattro mesi.

Zakaria è uno degli ultimi superstiti dei figli di Arna, madre di Juliano, fondatrice del teatro ed è stato nella seconda Intifadah un leader della Brigate Al-Aqsa Martyr,  ricercato dall’esercito israeliano. Ha lasciato nel 2006, le armi ed è tornato al Teatro, per opporsi all’occupazione militare israeliana con la forza della resistenza culturale.

 

Roma, 18 settembre 2012

Caro Zakaria,
 
Non puoi lasciarti morire!
Non puoi lasciare tua moglie, i tuoi figli così tanto amati, non puoi lasciare tutti noi che abbiamo fiducia e crediamo in te lasciandoci nel lutto.
 
La tua determinazione alla libertà e alla dignità non potrà avvenire con il tuo sacrificio.
Per ottenerli abbiamo bisogno di tutta la tua forza, la tua generosità, il tuo sorriso.
Ti ricordi? Una volta, dopo che Juliano è stato ucciso, mi hai detto – “Non sopporto più le persone che muoiono intorno a me, non sopporto più la morte” – sì, eri triste , ma ancora pieno di vita e non disposo a rinunciare alla lotta.
 
Quando hai abbandonato le armi e scelto che lotta per la liberazione passa attraverso la cultura e il teatro ero così felice e così tante persone ti hanno amato ed ammirato per il tuo coraggio.
 
Sì, ero felice perché credo fermamente che la violenza porta altra violenza, felice perché pensavo che i soldati israeliani non ti avrebbero più dato la caccia per ucciderti.
 
Se ti lascerai morire, non avrai la mia ammirazione per il tuo sacrificio. Non ti considerero’ un eroe
Onore e dignità non si conquistano con la morte, ma quando si resiste e si lotta per il diritto delle persone a vivere in dignità e libertà. Certo si può anche morire, ma non perché lo scegli.
Noi, tu, dobbiamo vivere se vogliamo conquistare la libertà e la giustizia.
 
Caro Zakaria, sai quanto ti voglio bene. Ero così commossa  quando hai detto che ero come una madre per te.
 
Sono certa  che tua madre non ti permetterebbe di morire, era così orgogliosa di essere palestinese e di lottare contro l’occupazione. Ne sono certa, non darebbe il suo consenso al tuo sacrificio, così come non lo farebbero Arna o Giuliano.
 
Posso immaginare la disperazione e la rabbia per essere messo in prigione, trattato in modo disumano e illegale,  dalla tua stessa gente, che dovrebbe rappresentare il popolo palestinese.
 
Sì, bisogna fare in modo che l’ Autorità Palestinese si renda responsabile per l’illegalità della tua detenzione
Sì mi sento molto in colpa, non ho fatto abbastanza per far valere la tua innocenza e il diritto
ad essere libero.
Ma per favore Zakaria, non lasciarti morire, abbiamo bisogno di te, i tuoi figli hanno bisogno del loro padre, tu hai bisogno di loro.
La tua innocenza e il diritto alla libertà dalla prigione palestinese e dall’occupazione israeliana, si può affermare in piedi con il Teatro Libertà, e le lotte del Comitato Popolare.
 
Zakaria, abbiamo bisogno di te vivo, la Palestina ha bisogno di te vivo.
Ti abbraccio forte.

Luisa Morgantini
già vice presidente del Parlamento europeo
Portavoce Associazione per la Pace – Italia

Versione inglese

Dear, Dear Zakaria,
 
You cannot die.
You cannot leave your wife, your beloved children and all of us, who trust and believe in you, with your death to mourn.
Your determination to freedom and dignity will not be reached by your sacrifice.
To reach it we need all of your strength, your generosity, your smile.
 
Remember ? Once,  after Juliano was killed,  you told me – “ I cannot stand  any more people dying around me, I cannot stand anymore death” – yes you were sad, but still full of life and not willing to give up your commitment.
 
When you left the military resistance and decided that your struggle for liberation will be through culture and theatre I was so happy and so many people admired  you for the courage of your choice.
 
Yes, I was happy, because I strongly believe that violence brings more violence, happy because I thought that you will not be hunted anymore and eventually killed by the Israeli army.
 
If you will let you die, I will not admire your  sacrifice. I will not think that you are  a hero.
 
Honour and dignity are not shown when you kill yourself but when you fight for the right of people to live in dignity and freedom.
And you can do so if you are alive.
 
Dear Zakaria, you know how much I love you.
I was so moved when you said that I was like a mother to you.
I am sure your mother would  not allowed you to die, she was so proud to be a Palestinian and to struggle against occupation, but she would not support, as Arna and Juliano would not,  I am sure of it, your sacrifice.
 
I can imagine your desperation to be put in jail and to be treated in a inhuman and illegal way, by your own people.
Yes, we need to make the Pa accountable for the illegality of your arrest and detention.
 
Yes, I feel very guilty, I did not do enough to assert  your right to freedom  and your innocence.
But please Zakaria, don’t let you die, we need you, your children needs their father, you need them.
You can assert  your innocence and your right to freedom from the Palestinian  jail and from the Israeli occupation, standing with the Freedom theatre, and the struggle of the Popular Committees.
 
Zakaria, we need you alive, Palestine needs you alive!
 
Luisa Morgantini
Former Vice President of the European Parliament
Spokesperson  Associazione per la Pace – Italy

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